– Roma, 12 lug – Basti pensare che oltre il 50% delle famiglie italiane dispone di un reddito mensile inferiore a 1.900 euro. In particolare, le famiglie monoreddito e quelle con più di due figli hanno probabilità maggiore di impoverirsi. In Italia vivono in condizioni di povertà relativa ben 2 milioni e 585 mila famiglie (l’11,1% delle famiglie residenti), pari ad un totale di 7 milioni e 577mila persone (il 13,1% della popolazione italiana). I nuclei familiari in condizione di povertà relativa si concentrano per il 69,8% nel Mezzogiorno. La povertà è maggiormente diffusa tra le famiglie con una o più persone in cerca di occupazione: essa colpisce il 9,3% dei nuclei in cui nessuno risulta disoccupato (contro il 10,4% del 2004), oltre il 23% delle famiglie con una persona in cerca di occupazione (contro il 20,9% del 2004) ed il 39,8% di quelle con due o più persone disoccupate (nel 2004 erano il 37,4%). Anche la dimensione del nucleo familiare costituisce una variabile discriminante: la povertà colpisce il 7,9% delle famiglie uni-personali ma ben il 26,2% di quelle con almeno cinque componenti, con importanti differenze a livello territoriale. Inoltre, a parità di componenti, la percentuale di nuclei familiari in condizione di povertà relativa è molto più elevata al Sud rispetto al Centro e al Nord: l’indigenza economica colpisce, infatti, il 17,7% delle famiglie uni-personali del Mezzogiorno (contro il 3,7% di quelle settentrionali) ed addirittura il 39,2% delle famiglie con 5 o più componenti (contro il 10,7% di quelle residenti al Nord). Anche in Europa il rischio d’impoverimento costituisce ormai un fenomeno allarmante: si stimano ben 72 milioni di persone a rischio povertà, che scatta per coloro che guadagnano meno del 60% del reddito medio del paese in cui vivono. Inoltre, l’Eurostat denuncia l’aumento delle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza: il 20% di europei in buone condizioni economiche possiede quasi cinque volte più ricchezza di quanta ne abbia il 20% dei cittadini meno abbienti. Da ciò si deduce che alcuni non ce la fanno ad arrivare a fine mese, mentre altri mantengono un tenore di vita elevato. Un divario tra le classi sociali che si sta ulteriormente ampliando anche nel nostro Paese: da un lato i poveri aumentano e dall’altro i ricchi diventano ancora più ricchi.