(15 lug) “L’umanità si cristallizza nella monocultura, si prepara a produrre la civiltà in massa, come la barbabietola” scriveva Claude Lévi-Strauss in “Tristi Tropici” (1955), uno dei “testi sacri” dell’antropologia culturale. Eppure, la ricchezza della multiculturalità e della diversità religiosa – portato delle migrazioni – è anche foriera di molti problemi, come se a ogni “promessa” corrispondesse una “minaccia”. La “battaglia” contro gli stereotipi e i preconcetti negativi che sbarrano la strada per una reale integrazione vede impegnati in prima linea gli insegnanti delle scuole europee, che potranno avere a loro disposizione una “cassetta degli attrezzi” digitale grazie a un progetto promosso da cinque università e una ong. Capofila è l’Università Ca’ Foscari Venezia, che nel dipartimento di Studi sull’Asia e l’Africa Mediterranea vanta una lunga tradizione di ricerca e didattica sulla storia delle religioni. I partner sono l’Institut Européen en Sciences des Religions (Francia), l’Università di Salamanca (Spagna), l’Università di Augusta (Germania), University of Southern Denmark (Danimarca) e l’organizzazione Oxfam Italia Intercultura. Il risultato sarà uno strumento didattico organizzato in 27 moduli ricchi di contenuti multimediali e multilingue per far conoscere ai giovani la storia delle tradizioni religiose e aiutare i docenti a trattare in classe anche temi “caldi” e controversi. Il materiale sarà perfezionato sul campo, grazie alla collaborazione di alcuni professori che insegnano quotidianamente nelle scuole superiori. In Italia, ad esempio, parteciperanno docenti degli istituti Foscarini e Tommaseo di Venezia e del liceo Canova di Treviso. “I migliori studiosi di didattica e storia delle religioni stanno unendo competenze ed energie per affrontare un problema di scala europea – spiega Massimo Raveri, ordinario di Storia della filosofia e delle religioni del Giappone a Ca’ Foscari -. Servono strumenti nuovi per migliorare sensibilità e coesione in un ambiente, quello delle classi scolastiche, in cui la crescente diversità non è accompagnata dalla necessaria conoscenza tra le culture. L’Unione Europea sostiene questo progetto perché riconosce che dalla banale ignoranza possono nascere gravi problemi sociali”. Il gruppo che da Venezia guida il progetto è composto da alcuni alumni del corso di laurea interateneo in Storia delle religioni, unico nel suo genere in Italia e proposto dall’Università Ca’ Foscari e dall’Università di Padova. “Proponendo video, schede e letture, gli insegnanti potranno spiegare le tradizioni religiose di cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, buddismo e taoismo, ma non solo – afferma Giovanni Lapis, curatore del progetto – tra i materiali inseriamo anche approfondimenti su questioni aperte e spesso motivo di conflitti o incomprensioni tra i ragazzi, come quelle legate al genere, costumi, riti e festività. Inoltre, una parte del lavoro mira a spiegare agli stessi insegnanti perché un approccio scientifico e aperto alle religioni può contribuire a migliorare la coesione nelle loro classi”. (Roc)