– Roma, 13 lug – Se dietro agli incidenti stradali ci sono comportamenti a rischio, alcool o stupefacenti, questi non meritano indulgenza. Lo sostiene il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi che, in una intervista al Messaggero, ribadisce un prossimo giro di vite: “Presto ci saranno pene e ammende più severe. Se uno è ubriaco e si mette in macchina rischia multe da 500 a 2000 euro, rischia la sospensione della patente da tre mesi a un anno, e, se l’incidente è grave, rischia anche l’arresto e il carcere fino a sei mesi. Approvato dalla Camera ora il provvedimento, che fa parte delle norme sulla sicurezza stradale, dovrà andare al Senato. Tra l’altro abbiamo abbassato i limiti di velocità per i neo patentati: da 90 a 80 km orari”. Per chi guida sotto effetto di stupefacenti “l’ammenda – aggiunge il ministro – arriva fino a 4 mila euro. Sospensione e pena detentiva restano le stesse, come nel caso dell’alcool. Però sappiamo che ci sono tanti incidenti provocati da chi è sotto effetto di sostanze. Per questo è allo studio un accordo con il ministero della Salute”, laddove “le forze dell’ordine che intervengono sull’incidente possono accompagnare la persona al più vicino posto medico o al pronto soccorso per valutare lo stato di chi ha provocato l’incidente”. Tuttavia nota che non si può imporre in modo coatto un trattamento sanitario. Ammette le carenze nei controlli: “Sono un nervo scoperto. L’anno scorso ce ne sono stati 500 mila, un quinto di quelli che si fanno in altri Paesi europei. Lo sforzo sarà di raddoppiarli. Dopo avere fatto un accordo con il Viminale nei primi sei mesi del 2007 il numero è aumentato. Però servono personale e soldi. Intanto il programma nazionale sulla sicurezza prevede uno stanziamento annuo di 200 milioni di euro, per dotare le pattuglie di un maggior numero di etilometri e per mettere in strada più rilevatori di velocità. I soldi andranno alle Regioni, alle Province e ai Comuni per realizzare progetti di guida sicura”. (SEGUE)