– Roma, 10 lug – Dati sanitari dei lavoratori pubblici più protetti; raccolta delle impronte digitali per l’accesso al luogo di lavoro solo in casi eccezionali; su Internet, come su documenti cartacei, solo dati indispensabili. La tutela della riservatezza può essere garantita senza venire meno al principio di trasparenza della pubblica amministrazione. Sono alcune delle misure e degli accorgimenti che il Garante ha individuato in un quadro unitario con l’adozione delle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambito pubblico”. Il provvedimento, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e di cui è stato relatore Mauro Paissan, oltre a fornire orientamenti utili per cittadini e amministrazioni pubbliche risponde anche a numerose segnalazioni e quesiti rivolti sull’argomento al Garante. Le “Linee guida” (consultabili sul sito www.garanteprivacy.it ) seguono quelle già adottate di recente per i lavoratori privati. Questi in sintesi alcuni dei punti principali del provvedimento. In caso di assenza per malattia all’amministrazione vanno consegnati certificati medici privi di diagnosi e con la sola indicazione dell’inizio e della durata dell’infermità. Se il lavoratore produce documentazione in cui è presente anche la diagnosi, l’ufficio deve astenersi dall’utilizzare queste informazioni e deve invitare il personale a non produrre altri certificati con le stesse caratteristiche. Particolari cautele devono essere adottate dall’ente pubblico quando tratta dati sulla salute dei dipendenti nei casi di visite medico legali, denunce di infortunio all’Inail, abilitazioni al porto d’armi e alla guida. (SEGUE)
