Igor Shteyngart nato a Leningrado, è un bambino pieno di curiosità. A cinque anni scrive il suo primo racconto – Lenin e la sua oca magica – e la nonna gli paga una fetta di formaggio per ogni pagina. Alla fine degli anni ’70 la Storia cambia il corso della vita di Igor. Jimmy Carter e Leonid Brežnev stringono un patto: fornitura di grano in cambio del passaggio degli ebrei sovietici negli Stati Uniti. Un paese che Igor ha imparato a odiare come il nemico. In questo passaggio Igor diventa Gary e l’ingresso negli Stati Uniti è come smettere di osservare il mondo da una rupe monocromatica e tuffarsi in una piscina con riflessi d’acqua in technicolor. I genitori amorevoli e un po’ bislacchi di Gary sognavano che lui diventasse un famoso avvocato o un coscienzioso squalo di Wall Street. Purtroppo, però, il ragazzo ha scelto la carriera di scrittore. A sua madre non resta che coniare, più o meno amorevolmente, un soprannome a metà tra il russo e l’inglese – Failurchka, piccolo fallimento – da appioppare al figlio. Da qui prende il titolo l’ultimo lavoro di Gary Shteyngart. Candido, ironico e profondo, è il racconto autobiografico di uno dei più brillanti scrittori americani contemporanei (Guanda, pp 400m, 19 euro). (Peg)
GABRIELLE ZEVIN E “LA MISURA DELLA FELICITÀ”
Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende -mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio – e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di abbassare i prezzi. Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: “Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata”. Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore (Editrice Nord, pp. 320, 16 euro). (Peg)
“LA MUSICA E’ CAMBIATA”: TORNANO I COMMITMENTS DI RODDY DOYLE
Jimmy Rabbitte è tornato. Sono passati anni dall’avventura dei Commitments, ma la sua passione per la musica è sempre la stessa. Dismessi i panni del manager improvvisato, ora è padre di famiglia e mantiene i quattro figli andando a scovare vecchie band dimenticate per rispolverarne i successi e riproporli ai fan. Ma proprio quando tutto sembra andare per il meglio, Jimmy finisce in un grosso guaio, anzi due: l’attività comincia a risentire della crisi economica e gli viene diagnosticato il cancro. Eppure non si dà per vinto. Ritrova il vecchio amico Outspan, chitarrista dei Commitments, che di salute sta peggio di lui, e riallaccia i rapporti anche con Imelda, una delle coriste, con cui recupera il tempo perduto. E punta all’ennesima rocambolesca avventura musicale: imbucare la band di suo figlio Marvin al festival rock più importante d’Irlanda, con una canzone che spopola su YouTube ma risale addirittura al 1932. O così dice Jimmy. Nei dialoghi spassosi e agrodolci di “La musica è cambiata”, che sono il marchio caratteristico di Roddy Doyle, si intrecciano con naturalezza la vita di tutti i giorni e la sensibilità sociale dell’autore: c’è l’Irlanda della recessione, il boom dei social media, lo spettro della malattia, ma soprattutto la nostalgia del passato e l’entusiasmo per il futuro (Guanda, pp 400, 18.50 euro). (Peg)
“IL SESSO NELLE CAMERE D’ALBERGO”, L’AUTOREPORTAGE DI GEOFF DYER
Venticinque anni di vita, ovvero venticinque anni di letture, ricordi, viaggi, incontri e disavventure. L’amore per una cantante indiana, con la voce da eterna ragazza, e quello per una donna bellissima intravista in un negozio; le camere d’albergo con il letto immenso e lo specchio a figura intera, che subito suscitano pensieri erotici; l’Algeria di Camus, che ormai esiste solo nei suoi libri e nel cuore di chi li ha letti. E l’Africa, raccontata dal genio spericolato di Kapuscinski… Con l’intelligenza del critico e la passione del narratore, Geoff Dyer ci attrae nel suo mondo, e ci dice che l’unico modo per capire e apprezzare la vita è essere curiosi, entusiasti e folli quanto basta (Einaudi, pp. 420, 20 euro). (Peg)
LA “MATEMATICA CONGOLESE” DI IN KOLI JEAN BOFANE
Célio Matemona, per gli amici Célio Matematik, si serve di derivate, equazioni e teoremi per interpretare il mondo. Tra gli orfani e i diseredati di Kinshasa, però, le sue doti vanno sprecate fino a quando non viene assunto da un oscuro ufficio che lavora per la presidenza e si occupa di manipolare le informazioni. Ma politicanti e faccendieri devono tremare: Célio non ha intenzione di sprecare il suo talento al loro servizio. Il prezioso Compendio di matematica, l’oracolo da cui trae il suo sapere, finirà per trasformarsi in un’arma micidiale contro il potere corrotto (66thand2nd, pp. 256, 17 euro). (Peg)