– Roma, 13 lug – Il teodem Enzo Carra commenta, in una intervista al Corriere della Sera, la novità del nuovo testo sulla regolarizzazione delle coppie di fatto presentato da Cesare Salvi che introduce al posto dei Dico, il Cus, il Contratto di unione solidale che potrà essere stipulato da un notaio o da un giudice di pace: “Tutto sommato è una nostra parziale vittoria”, finalmente c’è l’aspetto contrattualistico, quel ricorso al codice civile che noi abbiamo indicato come la via migliore per riconoscere i diritti delle persone senza creare famiglie di serie B. Due persone trovano un accordo e lo mettono nero su bianco”. Nota tuttavia che “visto che è stato accettato il nostro suggerimento sull’approccio contrattualistico alla questione, proveremo a fare valere le nostre ragioni anche su altri due punti. Il primo è proprio il registro. La procedura è troppo simile al matrimonio civile. Bisogna trovare una formula per mettere in chiaro che non si tratta di un matrimonio di serie B”. Il secondo punto da affrontare in Parlamento, aggiunge Carra, è quello dell’eredità: “Anche qui è necessario trovare una soluzione che eviti un’analogia troppo forte con la famiglia, e fare in modo che non vengano intercettati i diritti dei parenti”, “sicuramente presenteremo i nostri emendamenti”. Carra conclude notando che se i Cus restano così “quasi certamente non li voterò” e ne critica il nome: “A quelli della nostra generazione vengono subito in mente i Centri universitari sportivi”.