– Roma, 13 lug – “E’ il partito dei guastatori, i soliti post-ulivisti e post-prodiani cui ancora una volta sono appesi i destini dell’intera Unione”. E’ quanto si legge sul Corriere della Sera sotto il titolo: “Spunta il ‘partito dei guastatori. Le mosse di Dini”. L’articolo di Monica Guerzoni nota che Anna Finocchiaro “lo ha detto ai suoi con una frase secca, inequivocabile: ‘A che gioco giocano Bordon e Manzione? Semplice, stanno cercando di far cadere il governo‘. E non da soli. L’appuntamento col destino è per la tarda mattinata di oggi. Se l’emendamento Manzione sugli avvocati nei consigli giudiziari non sarà ritirato Prodi potrebbe davvero non avere scampo, tanto che ieri si è dato da fare di persona per scongiurare il peggio, ha chiamato e redarguito Mastella, rabbonito Di Pietro, schivato accuratamente le telefonate allarmate della Finocchiaro e perfino spronato a convocare i senatori a vita latitanti”. Si citano quindi le parole di Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione: “L’emendamento Manzione è la buccia di banana su cui il governo può cadere”, il quale “si è convinto che dietro ai due pasdaran – che coltivano il sogno di tenere a battesimo un Pd alternativo e doc, senza Prodi senza D’Alema e senza Veltroni – si muova l’ex presidente del Consiglio, Lamberto Dini”. “Nelle stanze ristrutturate di fresco della commissione Esteri – aggiunge l’articolo -, i suoi collaboratori lo descrivono ‘determinatissimo a far cadere il governo’ e rivelano che del bellicoso proposito, covato ‘per il bene del Paese’ e ‘per puro senso di responsabilità’, Lamberto avrebbe ‘per correttezza’ informato il presidente del suo partito, Francesco Rutelli”. “Nei piani di Dini – si legge ancora – la pietra tombale dovrebbe calare sul governo Prodi col voto sulle pensioni, ma il presidente ha fretta, ‘i mercati non aspettano e l’Europa nemmeno’. E così uno scivolone sull’ordinamento giudiziario non gli sarebbe sgradito, convinto com’è che un’area liberaldemocratica che va dai frondisti ex ulivisti a scampoli di Forza Italia, passando per i centristi di Casini, sia pronta a seguirlo col nobile intento di ‘liberare il Paese da un governo ostaggio delle sinistre’”.