(3 set) “Le esperienze specifiche dell’Italia e della Cina offrono un’eccellente opportunità per mettere a confronto i modi e i motivi per cui le potenze straniere intervengono nel nome della pace”. Parole di Andrea del Guttry, ordinario di diritto internazionale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il professore è ancora una volta protagonista di un’esperienza internazionale che mette al primo posto i diritti umani. Si aggiunge, infatti, un nuovo capitolo alle collaborazioni della Scuola Superiore Sant’Anna con le università e con le istituzioni cinesi e, in questo caso, l’attenzione si concentra sulle operazioni di peacekeeping che vedono impegnati l’Italia e il paese “del dragone”. Motivazioni politiche, valori, formazione del personale coinvolto ma anche temi affrontati sinora in maniera superficiale per la loro scivolosità, come le possibili violazioni dei diritti umani che potrebbero essere commesse proprio da un numero limitato di uomini dei contingenti sono alcuni dei temi affrontati in “China’s and Italy’s Participation in Peacekeeping Operations – Existing Models, Emerging Challenges”. Il volume è stato appena pubblicato da Lexington Books ed è a cura di Andrea de Guttry, di Emanuele Sommario (rispettivamente ordinario e ricercatore di diritto internazionale alla Scuola Superiore Sant’Anna) e di Lijiang Zhu, docente alla China University of Political Science and Law. La presentazione è già stata fissata per il 9 settembre a Pechino, presso il China Institute of International Studies, con la partecipazione dello stesso Andrea de Guttry e di Alberto Bradanini, ambasciatore italiano in Cina, insieme a docenti e rappresentanti di istituzioni cinesi. Il volume raccoglie venti contributi di accademici, di funzionari internazionali, di alti ufficiali delle forze armate e di esperti del settore, con la prefazione di Romano Prodi, ricostruendo le tappe che hanno portato Italia e Cina a impegnarsi nelle missioni internazionali per mantenere la pace. (Gil)