È stata una decisione a sorpresa (e non all’ unanimità) quella della Banca centrale europea di tagliare il tasso di riferimento dell’ Eurozona, portandolo da 0,15 a 0,05%, il “limite più basso” oltre cui non sarà più possibile andare, come precisato dal governatore Mario Draghi. Oggi, al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il capo economista della Bce Peter Praet ha spiegato che l’ Eurotower ha deciso di muoversi perché “quando vedi segnali di indebolimento in un contesto fragile devi fare attenzione di non essere in ritardo”, aggiungendo: “Siamo stati unanimi nel riconoscere che i segnali provenienti dagli ultimi dati erano motivo di preoccupazione. Ma poi ci sono stati differenti gradi di preoccupazione” e diverse valutazioni “sui tempi per agire. Alcuni hanno detto che bisognava attendere ancora un po’ di più”. Un segnale, quello lanciato dall’ Eurotower, una “controffensiva” come è stata ribattezzata dal Financial Times, che comunque non poteva lasciare indifferenti né lo spread Btp / Bund (in picchiata sia ieri che oggi), né la politica né il mondo dell’ economia e dell’ impresa. Mentre la stampa tedesca attacca “Supermario” denunciando i rischi assunti dalla Bce, Moody’ s giudica le misure positive ma dall’ impatto limitato almeno nell’ immediato. Dalle parti di Bruxelles, invece, arrivano applausi convinti: Simon O’ Connor, portavoce del neo commissario agli Affari economici Jyrki Katainen, sottolinea che con le misure annunciate ieri sono stati compiuti “passi importanti per sostenere la ripresa e affrontare i rischi della bassa inflazione”.
Per quanto riguarda le riflessioni di Draghi su riforme e politiche di bilancio, queste – spiega il portavoce – sono in piena sintonia con quanto più volte ribadito dalla Commissione. A Newport, in una conferenza stampa durante i lavori del vertice Nato, il premier Matteo Renzi spiega invece che “la Bce ha preso decisioni utili da due punti di vista, quelli degli interessi e dello spread. Ora ci sono elementi incoraggianti, sia da parte della Bce che da parte della Commissione europea. Può bastare? Occorre implementare – sostiene Renzi – il processo di riforme in Italia”. Dal mondo produttivo italiano, l’ Associazione nazionale dei produttori edili (Ance) esprime un giudizio largamente positivo: “Trovo molto positiva la decisione assunta ieri dalla Bce di acquistare, a partire da ottobre 2014, Abs e covered bond emessi dalle banche in favore di prestiti alle famiglie per l’ acquisto della casa” commenta il presidente dell’ Ance, Paolo Buzzetti. Si tratta di una novità utile in questo momento “in cui ci sono ancora troppe resistenze – sottolinea Buzzetti – a far partire un coraggioso piano di investimenti per la crescita di cui tutta l’ Europa ha urgente bisogno”. “Bene il taglio di 10 punti base del tasso di riferimento Bce, ma adesso è necessario che le banche diano maggiore sostegno alle imprese per fare ripartire lavoro e consumi, con una riduzione degli spread applicati agli impieghi che abbassi effettivamente il costo del denaro”: afferma invece Massimo Vivoli, vice presidente nazionale di Confesercenti e presidente di Italia Comfidi. Insomma: bene Draghi, ma ora tocca agli altri. (5 set – Roc)