La nuova responsabile dell’agenzia delle entrate ha fatto sapere che tra i suoi impegni ci sarà la lotta alle grandi frodi fiscali, cioè all’evasione pianificata e non occasionale.
La dottoressa Orlandi non avrà che l’imbarazzo della scelta perché la gamma delle frodi che potremmo chiamare d’alto bordo è davvero vasta. Quelle intracomunitarie consistono nell’acquistare in Europa merci senza applicazione dell’Iva per poi rivenderle in Italia con l’Iva, che però non viene versata allo Stato. Un altro tipo di frode si realizza con la creazione di organizzazioni occulte per trasferire il reddito in Paesi a fiscalità privilegiata. Spesso succede anche il contrario, e cioè che società estere omettano di dichiarare il reddito prodotto in Italia. Molto diffuse sono le truffe fiscali realizzate grazie alle cosiddette società cartiera, cioè società che, invece di beni e servizi reali, producono “carta”, nel senso di fatture e documenti contabili che non hanno alcun riscontro nella realtà economica. L’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia segnala poi che sono in aumento anche le frodi legate a un utilizzo illecito di strumenti come il leasing e il factoring, anche in questo caso con l’ausilio di false fatture e documentazione contraffatta. Bilanci aziendali fraudolenti e relativa evasione si nascondono spesso anche dietro il fenomeno del cosiddetto scambio merce o dei redditi presentati come risarcimenti.
La conclusione è che la maggioranza delle società di capitali italiane non versa quanto dovuto al fisco, mentre il 90% delle cosiddette big company trasferisce fittiziamente la tassazione in altri Paesi sottraendo al fisco e dunque ai cittadini italiani decine di miliardi di euro ogni anno. (12 set)