Il fatto che una studiosa di chiara fama, professore ordinario di scienza dell’amministrazione, nota per i suoi saggi di analisi politica, gli editoriali e la presidenza di un prestigioso istituto di ricerca, decida di scrivere un libro dedicato alle sue esperienze di mamma, rivela il bisogno di ritrovare un comun denominatore che specialismi e ruoli pubblici normalmente oscurano. Come dire: noi continuiamo a discutere di politica ma attenzione, i problemi delle persone sono altri.
Elisabetta Gualmini con il suo “Le mamme ce le fanno” propone una gradevole e scanzonata rassegna di acrobazie quotidiane, tra feste di compleanno e cimenti scolastici, palestre e riti familiari, Ipad e luna park, slanci genitoriali e doveri professionali, a dimostrazione che quello che un tempo si chiamava il “sesso debole” è in realtà dotato di una forza sovrumana.
Nella famiglia allargata Gualmini, un ruolo importante giocano gli studenti, ai quali l’autrice dedica pagine di diverso umore. Quando sono ancora scolari sono tutti bravissimi, a detta delle mamme, ma quando varcano la soglia dell’università le cose cambiano assai, a detta della professoressa. Ci sono episodi esilaranti, come quello della candidata al master post-laurea che presenta un curriculum in cui, accanto agli studi e ai lavori fatti, c’è il disegno di tanti cuoricini, corrispondenti ai periodi in cui la fanciulla è stata fidanzata. Cuoricini un po’ incerti e in alcune parti tremolanti, che raccontano in un altro modo la vita della potenziale partecipante al master. La commissione ha premiato la spontaneità e ha promosso l’allieva. Quindici anni dopo il film di Luketic ambientato ad Harvard, la rivincita delle bionde si replica a Bologna. (17 set)