(2 lug) Si chiama “Sirena” e il suo canto è arrivato fino in Francia. Ma non si tratta di una creatura mitologica, quanto di un progetto scientifico sviluppato a Trento che ha affascinato il mondo dell’Ict francese. Il progetto, che consiste nello sviluppo di una rete distribuita di sensori tecnologicamente avanzati che utilizzano i segnali elettromagnetici per verificare in tempo reale in modo automatico e non invasivo le condizioni di una struttura complessa, è stato sviluppato al Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’informazione (Disi) dell’università di Trento. Andrea Massa, docente al Disi e coordinatore dell’attività, ha ricevuto una cattedra da parte di Digiteo, il principale network francese nel campo dell’Ict che raccoglie numerosi enti, università, consorzi e istituti di ricerca. Quella dell’ateneo trentino è stata l’unica proposta internazionale ad essere finanziata nel 2014. “Il progetto Sirena (Efficient inversion strategies for non-invasive monitoring of complex structures, ndr) si inserisce in un’area tematica da anni al centro delle attività di ricerca del nostro gruppo – racconta Massa – In particolare, obiettivo del progetto è lo sviluppo di metodologie e tecnologie per la diagnosi di strutture complesse attraverso reti distribuite di sensori che utilizzano i segnali elettromagnetici per raccogliere informazioni in modo non invasivo. Mediante questo approccio è possibile infatti raccogliere dati in tempo reale e in modo automatico sullo stato di salute di edifici e strutture tra i quali ponti, centrali nucleari e aerei. L’analisi di queste informazioni permette di rilevare possibili segnali precursori di cedimenti, rotture o malfunzionamenti e intervenire in tempo, evitando problemi più gravi e costi maggiori”. (Red)