Houston, 31 lug – In occasione del campionato mondiale di calcio femminile, in programma dal 10 al 30 settembre in Cina, la nazionale degli Stati Uniti presenta fra le convocate il portiere Hope Amelia Solo, 26enne ragazza italo-americana, divenuta in breve tempo una delle più forti al mondo nel suo ruolo. Hope è cresciuta a Richland, una cittadina di soli 43mila abitanti nello Stato di Washington e tutti, ora che è uscita dall’anonimato ed è diventata famosa, si ricordano di lei come di una ragazza di campagna amante della natura ed entusiasta per ogni tipo di sport e di competizione. Nel calcio, al quale si dedicava con passione anche come studentessa, Hope eccelleva brillantemente, tanto che a quindici anni il suo allenatore, per puro caso e togliendola dal suo ruolo d’attaccante, la mise in porta dove, pur recalcitrante e intenzionata a ritornare a far goal, rimase e s’affermò per la sua solita, eccezionale bravura. Il primo “allenatore” di Hope è stato il padre italiano, cresciuto in una casa per ragazzi del Bronx che, a detta della figlia, non era né un barbone né uno sbandato, bensì uno spirito libero e pieno di dignità, che amava lo sport in maniera speciale e, per questo, in grado di capirla. Quell’uomo che lei definiva “semplice dal cuore puro” oggi non c’è più, così come una delle sue amiche più care: nonostante queste perdite e alcuni guai fisici, Hope con grande determinazione ha deciso di migliorare la sua preparazione, andando a giocare a Goteborg, in Svezia. Il suo stile completo e poco comune alla fine l’ha fatta emergere prepotentemente sulla concorrente Brianna Scurry e l’ha resa nota nel calcio femminile internazionale al punto che Phil Wheddon, il trainer dei portieri americani, non ha avuto incertezze nel giudicarla la più preparata e quotata per l’incarico d’alta responsabilità dei mondiali cinesi. L’estremo difensore italoamericano gode delle simpatie dei colleghi di formazione e, specialmente, di quelle degli altri difensori i quali, quando ormai sono stati superati dagli avversari, sanno bene di potere contare sempre su di lei. Hope è celebre per i suoi poderosi calci d’avvio che riesce a servire fino a oltre 70 metri di distanza, ma anche per il suo eccezionale intuito di gioco che in passato, quando giocava nel suo adorato ruolo d’attaccante, l’aveva portata a segnare ben 109 reti. Non resta che attendere i mondiali in Cina, dove Hope avrà la possibilità di ottenere la sua consacrazione finale.