Come senatori eletti all’estero “avevamo posto il problema di garantire il più possibile la partecipazione, proprio in ragione dell’importanza che riteniamo abbiano queste elezioni, anche attraverso un breve rinvio di sei mesi, al 2015 che consentisse una maggiore informazione per i nostri connazionali, utilizzando le somme stanziate dal Governo per il 2014 per avviare un’opera di informazione efficace del corpo elettorale e assicurare la formazione di elenchi elettorali basati su dati certi. Ma il ministero ha ritenuto di non accogliere le nostre istanze”. Lo ha detto il senatore di PI eletto all’estero Aldo Di Biagio, nel corso della discussione generale sul decreto missioni. “Tale scelta manifesta proprio la volontà di una vera e propria strategia di delegittimazione di questi organismi di rappresentanza politica, ponendo in essere interventi non coordinati fra di loro e privi di un ragionamento complessivo sul rapporto tra i Comites ed i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero. Con riferimento alla necessità di rinnovare i Comites, infatti, mi sembra che si sia abusato del termine di democrazia da parte di chi sta contribuendo a rendere una farsa il rinnovo degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero. Dobbiamo essere tutti consapevoli che, così come predisposte, queste elezioni rappresentano solo un inutile spreco di denaro pubblico e l’ unico risultato sarà stato quello di aver fatto un favore alla cecità probabilmente di qualche struttura padronale”. Secondo Di Biagio infatti “con questo meccanismo, che restringe di fatto la platea degli elettori, nessuno riconoscerà piena legittimazione democratica a queste rappresentanze ed il risultato sarà, non già quello di rinnovare, ma di perpetuare solo nella vecchia e miope logica di conservazione”. “Io, come molti altri colleghi che conoscono la realtà della Circoscrizione Estero e dei Comites, in particolare, ho sottoposto emendamenti correttivi alle norme introdotte surrettiziamente in questo decreto – spiega il senatore residente in Croazia – Tuttavia, poiché comprendo le esigenze di celerità che accompagnano l’approvazione di questo testo, posso già annunciare che ritirerò i miei emendamenti sul tema. Voglio però precisare che lo faccio solo perché in Commissione è stato accolto un ordine del giorno (e oggi in Aula), condiviso con i colleghi della Circoscrizione Estero, che impegna il Governo in maniera precisa e puntuale, di cui speriamo non ci sia – anche in questo caso – la cecità di non accoglierne il buon senso”. (Sis – 25 set)