Prudenti, prudentissimi come sempre quando si tratta di colpire la criminalità economica, i legislatori italiani starebbero per varare sul falso in bilancio norme abbondantemente annacquate.
Così le definisce il Sole 24 Ore, secondo cui il testo concordato all’interno e forse anche all’esterno del governo conferma uno degli elementi meno convincenti della versione attuale del reato e cioè le soglie di non punibilità. Nel disegno di legge si ritrova così, pari pari, il comma del Codice civile che esclude la punibilità quando le falsità o le omissioni contabili non alterano in maniera sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società.
La novità è significativa, perché nel testo originario le modiche quantità di falso in bilancio non erano invece previste.
Premesso che – in assenza di un testo ufficiale – anche in questo caso si stanno commentando anticipazioni giornalistiche, pare che in futuro continuerà a non esserci reato quando i conti taroccati incideranno sul risultato economico in misura non superiore al 5% o sul patrimonio netto in misura non superiore all’1 per cento.
In altre parole, come ha fatto notare scherzando ma non troppo un lettore del Sole, sarebbe quindi corretto considerare il falso in bilancio come un investimento che rende il 5%, più dei buoni del tesoro. (26 set)