Marcinelle, 8 ago – “Dolore, ringraziamento e coraggio, queste le sensazioni che vengono in mente nella commemorazione di un evento così importante, nella sua drammaticità, come la tragedia di Marcinelle nella quale persero la vita 262 persone delle quali 136 italiani”. Così ha iniziato il suo intervento di saluto alla manifestazione ufficiale per le celebrazioni del 51° anniversario della tragedia del lavoro di Marcinelle Luciano Neri, consigliere politico del viceministro agli Affari Esteri con delega italiani nel mondo, Franco Danieli. “Il dolore condiviso – ha affermato Luciano Neri – per una tragedia che poteva e doveva essere evitata, per i tanti morti, la gran parte di essi giovani, alcuni di loro poco più di bambini”. “Il ringraziamento va alle vittime, alle famiglie e agli orfani per un sacrificio che ha, nel dramma, definitivamente consolidato forti legami tra i belgi e gli italiani, che ha dato avvio alle prime leggi sulla sicurezza del lavoro e che ha fissato un’età minima per la discesa in miniera – prosegue Neri – Il coraggio che da quel sacrificio ci arriva ci serve per andare avanti con determinazione nell’impegno per l’affermazione dei diritti, e soprattutto dei diritti del lavoro e dei lavoratori”. Il consigliere Neri ha anche ricordato i tre impegni concreti, illustrati anche nei giorni scorsi personalmente dal viceministro Danieli nella sua visita a Marcinelle, che sono la realizzazione del museo dell’immigrazione italiana, il ricordo dell’altra tragedia dimenticata, quella di Monongah (West Virginia, Usa), e l’impegno per fermare i morti sul lavoro. “Abbiamo voluto una legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro – ha affermato ancora Neri – poiché la situazione è di una tale emergenza che può essere affrontata solo con una lungimirante determinazione. Una legge che motivatamente prevede pene più severe per chi non rispetta le norme, la possibile sospensione dell’attività, l’obbligo nei bandi di gara di definire i costi per la sicurezza che non possono rientrare nei ribassi d’asta, la elezione nei luoghi di lavoro del rappresentante della sicurezza e l’assunzione di trecento nuovi ispettori”. “Non è pensabile – conclude Neri – considerare normali quattro morti al giorno per lavoro, 1302 morti nel 2006, il 65% delle ditte ispezionate che non risultano essere in regola: una situazione inaccettabile e a pagare sono sempre i più deboli, chi lavora in nero, i lavoratori precari, quelli atipici e gli immigrati”.