Gli agriturismi gestiti dalle donne sono 7.436 e, rispetto al 2012, fanno registrare una crescita più intensa di quelli a gestione maschile (rispettivamente +2,4% e +1,9%). E’ quanto emerge dal report dell’Ista sugli agriturismi nel 2013. Rispetto all’anno precedente, a livello di ripartizione si rileva un aumento consistente degli agriturismi gestiti da donne al Nord (+6,3%) e più contenuto al Centro (+1,7%); invece, nel Mezzogiorno si riscontra un calo (-3,1%), dovuto principalmente alla contrazione riscontrata in Abruzzo, solo parzialmente compensata dall’andamento registrato nelle altre regioni meridionali. L’incidenza più bassa di agriturismi a conduzione femminile si conferma in Alto Adige, dove le donne gestiscono solo il 12,9% del totale provinciale, a fronte del 23,3% riscontrato nel totale delle aziende presenti nel Nord-est. Nelle altre ripartizioni la presenza delle donne, rispetto a quella degli uomini, è più alta e pari, rispettivamente, al 39,5% del totale nel Nord-ovest, al 43% nel Centro, al 49,8% nel Sud e al 34,3% nelle Isole. La gestione femminile ha importanza differenziata nelle diverse regioni. La concentrazione maggiore si rileva in Toscana con 1.675 aziende, pari al 40,8% di quelle regionali in complesso e al 22,5% di quelle nazionali a conduzione femminile. Seguono Umbria e Lombardia con 589 e 560 unità, che rappresentano rispettivamente il 46,0% e il 36,8% degli agriturismi regionali. Nel 2013, oltre 400 aziende a conduzione femminile sono presenti in Trentino Alto-Adige, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Lazio. (PO / red – 10 ott)