ROBERTO HERLITZKA INTERPRETA PIER PAOLO PASOLINI
Antonio Calenda cala l’intensità interpretativa di Roberto Herlitzka, solo sulla scena, nella figura scarna e nel lucido spirito di Pier Paolo Pasolini in un testo scritto da Gianni Borgna, scomparso lo scorso febbraio. “Una giovinezza enormemente giovane”, in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano dal 16 al 26 ottobre, è uno spettacolo che si sgrana intorno a un monologo presago, quasi divinatorio, a rendere omaggio da un lato al pensiero dello scrittore, richiamato attraverso l’evocazione della sua opera, a consacrarne dall’altro l’intuizione profetica sul piano sociale e politico. Si riflette, quindi, sull’attualità attraverso le parole di chi l’attualità aveva saputo decifrare con spericolata lungimiranza. Ne nasce una messinscena profondamente evocativa della capacità di Pasolini di “vedere politicamente” la società e i suoi mutamenti, della quale l’autore è testimone culturale: Borgna fu molto vicino a Pasolini e dopo la sua scomparsa si è dedicato con attenzione allo studio del suo pensiero. I riferimenti al pensiero pasoliniano e al corpo della sua opera letteraria pervadono dunque il monologo che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso spessore poetico e drammatico della scena italiana, recentemente insignito del Nastro d’Argento alla carriera, che già nell’aspetto morfologico evoca un’appartenenza al mondo pasoliniano. “In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – spiega il regista – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere se stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, profetico sul piano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell’ambito della grande tradizione italiana”. (Cle)
“LA SCENA” DI CRISTINA COMENCINI ALL’AMBRA JOVINELLI
Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti e Stefano Annoni diretti da Cristina Comencini salgono sul palco del Teatro Ambra Jovinelli di Roma dal 23 ottobre al 2 novembre con lo spettacolo “La scena”. Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una delle due deve recitare l’indomani. I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia, attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell’anima; per Maria, dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita. Due femminilità opposte: Lucia ha rinunciato alla passione, all’idea di avere un uomo nella vita, si accontenta di amare i personaggi molto più interessanti che incontra sul palcoscenico; Maria invece non riesce a stare senza un uomo, senza fare l’amore, senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Come l’ultimo, agganciato la sera prima a una festa in cui ha bevuto troppo, e di cui non ricorda esattamente il nome né l’età ma che – lei sostiene – potrebbe essere proprio l’atteso. Anche se risvegliandosi al mattino, non l’ha più trovato nel suo letto. Ecco, invece, apparire in mutande, un giovane ragazzo di meno di trent’anni. Si era messo a dormire nella stanza dei bambini (fuori col padre per il fine settimana) perché la donna, di cui ricorda solo l’esuberanza fisica, russava. Davanti agli occhi esterrefatti di Lucia, il ragazzo la scambia per Maria. Un po’ per liquidarlo, un po’ per divertimento, Lucia interpreta la parte dell’amica disinibita e Maria, rientrata con il caffè, è costretta a recitare il ruolo della sua amica severa e moralista. Finché il gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato del ragazzo, non regge più e le due si rivelano a lui nelle loro vere identità. (Cle)
“IL GIARDINO DEI CILIEGI” AL DEBUTTO IL 23 OTTOBRE A MILANO
Giovedì 23 ottobre debutterà al Teatro Filodrammatici di Milano “Il giardino dei ciliegi” di Anton Cechov per la regia di Benedetto Sicca. Lo spettacolo, in prima nazionale, rimarrà in scena fino al 2 novembre. La vicenda di Ljubov’ Andreevna Ranevskaja e della sua famiglia rispecchia la crisi di una società, la decadenza di una classe, l’affermazione di un’altra, quindi una trasformazione di mentalità e il delinearsi di un nuovo sistema di valori. La pièce attraversa con precisione maniacale quelle estreme condizioni umane, tanto care allo scrittore. Temi importanti come l’emancipazione dei servi, il tracollo della borghesia e la consequenziale perdita di proprietà, che emergono lampanti ad una prima lettura de “Il giardino dei ciliegi”, aprono anche a un’indagine su tutte quelle che sono le dinamiche umane che avvengono tra i personaggi dell’opera che li subiscono. Pare infatti, che ogni personaggio abbia come obiettivo per l’intera durata dell’opera, quello di non accettare li cambiamento. Tema centrale del lavoro, diventa quindi il “non detto”. Ogni personaggio, in difesa del proprio passato, attua, quasi naturalmente, una sorta di trasfigurazione della realtà che gli permetterà di rinviare più possibile l’imminente discesa nella scala gerarchica della vita. (Cle)
AL COMETA OFF “VITA MORTE E MIRACOLI”
La vita e la morte, viste dai palchi e dalla platea, fanno davvero ridere. E’ quello il miracolo. Marco, un uomo intelligente e sarcastico, è deciso a non cedere al terrore del momento: il suo compagno Emanuele è in coma. Sua sorella Ilaria ha un passato tanto misterioso quanto evidentemente complicato da cui è uscita sposando Dario, uomo solido e semplice, privo della benché minima pericolosità. Soltanto quattro persone. Eppure verranno svelati molti segreti. Che li riguardano tutti. Che porteranno la commedia a una fine imprevista e imprevedibile. Questo è “Vita, Morte e Miracoli”, di Lorenzo Gioielli, con la regia di Riccardo Scarafoni, in scena al Cometa Off di Roma dal 14 ottobre al 9 novembre, con Veruska Rossi, Fabrizio Sabatucci, Riccardo Scarafoni e Francesco Venditti. (Cle)
“PRENDO IN PRESTITO TUA MOGLIE” IN SCENA A MILANO
“Prendo in presto tua moglie”. E’ la commedia scritta e diretta da Luca Franco che andrà in scena dal 16 ottobre al 2 novembre al Teatro Martinitt di Milano. Sul palco Roberta Scardola, Daniele Locci, Marco Russo, Emiliano Lana, Filippo Valastro e Monica Falconi. Valerio e Nicola sono vicini di casa e amici da sempre. Valerio è sposato con Marta, mentre Nicola è gay e convive con Leonardo. Valerio e Marta sono in crisi, Nicola e Leonardo invece vanno alla grande. Almeno fino a quando… arriva l’imprevisto che rimescola le carte, che sposta gli equilibri: il padre di Nicola, ignaro che il figlio sia gay, decide di andarlo a trovare per conoscere la sua fantomatica ragazza. Si scatena il panico e Nicola pensa bene di chiedere in prestito la moglie all’amico per salvare le apparenze. Ma ecco che il rapporto stanco di Marta e Valerio si riaccende di gelosie e una serie di situazioni comiche ed esilaranti complicano lo scenario… Non mancano le sorprese, grazie alla complicità di una vicina ficcanaso e pettegola, che finisce per aggiungere pepe a una vicenda già ingarbugliata. (Cle)