Washington, 27 ago – Si dimette Alberto R. Gonzales, ottantesimo ministro della Giustizia Usa. Lo riferisce il sito del quotidiano New York Times, secondo cui un membro della Commissione di presidenza statunitense, che ha preferito rimanere nell’anonimato, ha rivelato che a breve il ministro renderà pubblica la sua decisione. Da tempo nell’occhio del ciclone per problemi legati alle oscure vicende di Guantanamo e di Abu Ghraib, accusato di aver mentito al Congresso e di aver compiuto abusi d’ufficio, il guardasigilli avrebbe annunciato la sua decisione a Bush lo scorso venerdì con una telefonata, e oggi sarebbe stato invitato a pranzo nel ranch texano del presidente, con cui condivide una lunga amicizia. Gonzales – rivela l’esponente della Casa Bianca – avrebbe preso la decisione in maniera autonoma, e Bush la avrebbe accettata a malincuore. Si attende per il pomeriggio, intanto, una conferenza stampa in cui George W. Bush pronuncerà il nome del prossimo Attorney General degli Stati Uniti. Già da un po’ di tempo negli Usa si mormorava sulle imminenti dimissioni dell’impopolare guardasigilli, ma le indiscrezioni venivano immediatamente smentite. La Cnn rivela che il posto del dimissionario ministro sarà preso, tra i tanti nomi che vengono pronunciati, Michael Chertoff, ministro della Sicurezza interna attualmente in carica. Vicino a Bush dagli ormai lontani anni ‘90, Gonzales ha ricoperto il delicato ruolo di consigliere legale della Casa Bianca, ed è stato appoggiato dall’amico George nonostante fosse finito nel mirino della stampa e del Congresso per numerosi motivi, ultimo tra questi le controverse dimissioni di 8 procuratori federali americani, espulsi – secondo le accuse dei membri democratici del Congresso – per motivi meramente politici. Il ministro, che ha sostituito nel 2004 John Ashcroft, anche lui accusato dai media di voler cancellare le libertà civili e stracciare la Costituzione, ha affrontato anche i sospetti delle Ong, che lo hanno attaccato per aver permesso al governo statunitense, in qualità di consigliere legale della White House, di non conferire ai prigionieri del carcere di Guantanamo la qualifica di “prigioniero di guerra”, che, secondo la Convenzione di Ginevra, prevede maggiori tutele per i detenuti. Un altro elemento di polemica: Gonzales sembra uno dei principali fautori dell’adozione, dopo il crollo delle Twin Towers, di un programma di spionaggio delle comunicazioni interne privo della supervisione della magistratura.