“Guai a pensare che si possa fare del mondo del lavoro il terreno dello scontro”: lo aveva già detto nei giorni scorsi ed è tornato a ripeterlo oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, all’inaugurazione del nuovo stabilimento Piaggio Aerospace di Villanova d’Albenga (Savona). Ma dal mondo sindacale non si è certo fatta attendere la replica: “Essendo stato Renzi a innescare lo scontro sul lavoro deve interrogarsi sulla linea che ha proposto, se la linea è quella della divisione tra lavoratori pubblici e privati, tra stabilizzati e non stabilizzati e di togliere i diritti per chi lavorerà in futuro, è lui che deve risolvere lo scontro”. Queste le parole del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, a margine di un convegno a Padova. Secondo la numero uno del sindacato di Corso d’Italia “il tema del conflitto con questo governo è che si dà continuità” a politiche che hanno fallito l’obiettivo dell’uscita dalla crisi, “invece di farne di diverse. Rimaniamo convinti che questo governo può cambiare verso, deve cambiare verso” sottolinea Camusso facendo il verso allo slogan renziano.
SIGLE P.A. PRONTE ALLO SCIOPERO – Alta tensione permanente quindi tra governo e sindacati sul lavoro, con il fronte più caldo che in queste ore è però quello della Pubblica amministrazione. Per la prima volta domani sfileranno insieme per le vie di Roma tutte le categorie dei servizi pubblici di Cgil, Cisl e Uil (scuola, sanità, funzioni centrali, servizi locali, sicurezza e soccorso pubblico, università, Afam, privato sociale) unite dallo slogan “#Pubblico6Tu” e da una piattaforma comune per “chiedere una vera riforma della Pubblica amministrazione e del sistema di servizi ai cittadini”. I sindacati si aspettano la partecipazione di almeno 50 mila persone e la prospettiva sembra essere quella dello sciopero generale prima dell’approvazione della Legge di stabilità. “Domani è solo l’inizio della mobilitazione, non smetteremo finché nella Legge di stabilità non compariranno le risorse per il rinnovo dei contratti” spiega Rossana Dettori, segretario generale della Fp Cgil, che invita i lavoratori del pubblico impiego a sfidare “il governo degli illusionismi e delle divisioni”. “Domani la piazza ci suggerirà di decidere lo sciopero generale ed è chiaro che va fatto prima dell’approvazione della Legge di stabilità” afferma invece Giovanni Torluccio della Uil Fpl. “Tutti unitariamente continueremo la mobilitazione fino allo sciopero” gli fa eco il segretario generale della Cisl Fp, Giovanni Faverin. Tra le richieste dei sindacati, quelle di riaprire la contrattazione, sbloccando salari e carriere ma anche quella di investire sulle competenze, dando “stabilità e certezza al lavoro, a partire dal personale precario”. Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, si limita a commentare: “Ascolterò le loro ragioni”. Domani la concentrazione sarà alle 12.30 in Piazza della Repubblica a Roma, per il corteo la cui partenza è prevista alle 13.30. Nel pomeriggio la manifestazione a Piazza del Popolo, che vedrà gli interventi conclusivi di Susanna Camusso, Annamaria Furlan (segretario generale Cisl) e Carmelo Barbagallo (segretario generale aggiunto Uil). (Roc – 7 nov)