Il 5 maggio 1998 Sarno, un comune di 30 mila abitanti in provincia di Salerno, fu devastato da una frana che causò 137 morti. Qualche mese dopo fu approvata una legge che dava al governo il potere di sostituirsi alle amministrazioni locali nella gestione della aree a rischio idrogeologico. Fu battezzata legge Sarno.
Il 10 settembre del 2000, dopo tre giorni di pioggia battente, il torrente Beltrame, una delle tante fiumare calabresi, straripò causando la morte di 13 persone che stavano trascorrendo le vacanze in un camping alle porte di Soverato, piccolo centro della costa ionica. Tre mesi dopo fu varata una legge che autorizzava interventi urgenti per le aree ad alto rischio, e naturalmente fu chiamata legge Soverato.
Sarebbe lungo l’elenco delle leggi emanate subito dopo un disastro e non programmate per prevenirlo. Questa normativa di carattere prevalentemente emergenziale, sommandosi a quella ordinaria, ha fatto sì che, nel corso degli anni, la difesa del suolo sia stata affidata a una pletora di autorità comprendente il Comitato dei Ministri per i Servizi Tecnici Nazionali, il Comitato Nazionale per la Difesa del Suolo, i Ministeri dei Lavori Pubblici e dell’Ambiente, la Direzione Generale per la Difesa del Suolo, i Servizi Tecnici Nazionali, il Consiglio dei Direttori, il Genio Civile, la Conferenza Stato-Regioni, le Regioni, le Autorità di Bacino, i Comitati Tecnici di Bacino, i Comuni, le Province, i Consorzi di Bonifica, la Protezione civile, i Provveditorati alle opere pubbliche, le Comunità Montane, i Consorzi di Bacino Imbrifero Montano, i Consorzi Obbligatori dei Servizi Pubblici di Acquedotto, Fognatura, Collettamento e Depurazione delle Acque Usate, e via elencando.
L’ultimo venuto si chiama Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, ed è un organismo nato in luglio a Palazzo Chigi. Promette di trasformare in 3 mila cantieri i 4 miliardi già disponibili nel bilancio dello stato.
Non farà comunque in tempo a mettere in sicurezza l’area milanese dell’Expo, a rischio allagamento. Bisognerà guardare il cielo e incrociare le dita, ha detto il capo della struttura di missione. (18 nov)