L’Inps “è impegnata in un progetto volto a finalizzare flussi di comunicazioni con tutti gli enti di previdenza europea. E’ già in vigore un accordo con le istituzioni tedesche e australiane, e sono in corso negoziati con Svizzera, Argentina, Uruguay e Usa”. Lo ha detto Giuseppe Conte, Direttore della Direzione Centrale Convenzioni Internazionali e Comunitarie dell’Inps, nel corso dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le comunità italiane residenti all’estero, annunciando così la moltiplicazione degli sforzi dell’Istituto nazionale di previdenza per migliorare il servizio di erogazione delle pensioni agli italiani all’estero.
I NUMERI – Servizio che presenta numeri importanti: a gennaio 2014 sono stati 358.210 i pagamenti pensionistici erogati all’estero, e per tutto il 2013 sono stati erogati 1,9 miliardi di euro; i paesi in cui il numero di trattamenti pensionistici sono più elevato corrispondono sono nell’ordine Canada, Australia, Francia (tutti oltre i 44 mila trattamenti presenti), poi Germania, Usa, Argentina, Svizzera, Belgio Gran Bretagna; il 48% dei pagamenti avviene in Europa, poi America Settentrionale (93mila), Meridionale (43mila) e Oceania; il fenomeno è invece molto basso in Asia e Africa. Il servizio di pagamento è assicurato attualmente in circa 152 stati.
LA CERTIFICAZIONE DEI REDDITI PER L’ESTERO – E un servizio che finora ha necessitato dell’assistenza dei patronati italiani diffusi capillarmente sui territori di grande emigrazione italiana, anche per l’attuale campagna di verifica dei dati degli aventi diritto alle pensioni all’estero, attraverso la campagna di certificazione dei redditi per l’estero Red/Est che, spiega Conte, “abbiamo resa disponibile dall’inizio dell’anno per tutti i patronati, e i pensionati una volta presentatisi per la certificazione in vita vengono invitati a fare anche il Red/Est. La scadenza dell’operazione è fissata per febbraio 2015, per ora ci attestiamo a circa 90% di domande che tornano tramite i patronati. L’idea è quella di creare una sorta di finestra dentro cui il pensionato può fare tutte le comunicazioni, e per quanto possibile informatizzare i controlli per non creare oneri aggiuntivi”. Ad Aldo Di Biagio, senatore di Pi eletto all’estero, che si augura che in futuro l’Inps “non abbia bisogno di interlocutori, che consenta ai pensionati di poter riscuotere senza dover ricorrere a infiniti contenziosi come nel recente passato” e contesta il fatto che “mentre il ruolo dei patronati lo ritengo fisiologico, è meno fisiologico che col passare degli anni i ruoli dei patronati crescono sempre”, Conte risponde che “il Patronato, a seconda dei Paesi, ha il compito di fornire assistenza, aiutare il pensionato nella formulazione del questionario fa dare al fornitore del servizio. Non esiste una mediazione obbligatoria dei patronati, la scelta di affidarsi a loro deve essere del tutto facoltativa”. (Sis – 18 nov)