Loreto, 2 set – Sono 500 mila i pellegrini che stamani hanno affollato la piana di Montorso per assistere alla Messa di Papa Benedetto XVI, ed essere presenti alla seconda giornata dell’Agorà dei giovani. “Non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà”. Un messaggio per il futuro, quello di Papa Ratzinger, per far capire alle giovani generazioni che “l’umiltà non è la via della rinuncia ma del coraggio”. Bisogna essere “vigilanti, critici – ha sottolineato Benedetto XVI – quanti messaggi diversi vi giungono soprattutto attraverso i mass media”. Preferire le “vie alternative”, dunque, quelle che ci indica “l’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune”. Una strada, quella proposta dal Santo Padre, che non deve spaventare, perchè necessaria per mostrare anche agli adulti come si vive “secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”. Un umiltà, dunque, che non è “ l’esito di una sconfitta ma il risultato di una vittoria dell’amore sull’egoismo e della grazia sul peccato”. Per sostenere i giovani lungo questo cammino, ha continuato il Santo Padre, la Chiesa “vi è vicina nei momenti della gioia e della festa, della prova e dello smarrimento”. E proprio come esempio di umiltà, il Pontefice ha proposto ai giovani gli esempi di santi come Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, e anche santa Gemma Galgani, san Gabriele dell’Addolorata, san Luigi Gonzaga, san Domenico Savio, santa Maria Goretti, i beati Piergiorgio Frassati e Alberto Marvelli. “L’umiltà che il Signore ci ha insegnato – ha ribadito Benedetto XVI – e che i santi hanno testimoniato, ciascuno secondo l’originalità della propria vocazione, è tutt’altro che un modo di vivere rinunciatario”. Proprio sull’idea più comune della via della fede come vita di rinunce, che il Papa ha insistito molto sottolineando che “non propone un insieme di divieti morali, ma un cammino gioioso alla luce del si di Dio”. Per Papa Ratzinger, inoltre, sentirsi parte della Chiesa, “nostra famiglia”, è “una vocazione alla santità per tutti; è impegno quotidiano a costruire la comunione e l’unità vincendo ogni resistenza e superando ogni incomprensione”. “Nella Chiesa – ha spiegato – impariamo ad amare educandoci all’accoglienza gratuita del prossimo, all’attenzione premurosa verso chi è in difficoltà, i poveri e gli ultimi”.
Ma il Santo Padre non dimentica di lanciare un forte appello per la difesa dell’ambiente. “Seguire Cristo – ha detto il Papa – comporta lo sforzo costante di dare il proprio contributo alla edificazione di una società più giusta e solidale, dove tutti possano godere dei beni della terra”. Quello della salvaguardia del creato è uno dei campi “nei quali appare urgente operare”. “Alle nuove generazioni – ha aggiunto – è affidato il futuro del pianeta, in cui sono evidenti i segni di uno sviluppo che non sempre ha saputo tutelare i delicati equilibri della natura. Prima che sia troppo tardi, occorre adottare scelte coraggiose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l’uomo e la terra”. Attenzione particolare soprattutto sull’acqua, il bene più prezioso della terra, che secondo il Pontefice “se non viene condiviso in modo equo e pacifico, diventerà purtroppo motivo di dure tensioni e aspri conflitti”. Protagonista di questa giornata, insieme ai giovani, è anche la Santa Casa di Loreto che permette alle nuove generazioni di essere “testimoni” della fede “nella piazza, nella società” e “portatori di un Vangelo non astratto, ma incarnato nella vita”. Secondo Ratzinger, c’è un legame reciproco tra l’agorà, cioè la piazza, e la casa. “La piazza è grande, è aperta – ha sottolineato – è il luogo dell’incontro con gli altri, del dialogo, del confronto; la casa invece è il luogo del raccoglimento e del silenzio interiore, dove la Parola può essere accolta in profondità. Per il Papa “è un grande privilegio per l’Italia ospitare, in questo dolcissimo angolo delle Marche, il Santuario della Santa Casa”. Ha invitato quindi i giovani a essere “giustamente fieri” e ad approfittarne raccogliendosi spiritualmente tra le mura della Santa Casa, “almeno con il cuore”, “nei momenti più importanti della vita”. Per concludere l’omelia, il Papa ha rinnovato l’appuntamento per la Giornata mondiale dei Giovani prevista per luglio del prossimo anno a Sidney. “Vi invito a prepararvi a questa grande manifestazione di fede giovanile, meditando il Messaggio che approfondisce il tema dello Spirito Santo, per vivere insieme una nuova primavera dello Spirito”.
In attesa dell’incontro del prossimo anno Benedetto XVI ha affidato a 72 giovani, rappresentanti delle diocesi italiane, dei movimenti, associazioni e gruppi ecclesiali, il mandato per farsi missionari dell’Agorà nel tessuto sociale. “Conservate nel cuore la memoria di questo luogo – ha detto il Pontefice – e, come i 72 discepoli designati dal Signore Gesù, andate con determinazione e libertà di spirito: comunicate la pace, sostenete chi è debole, preparate i cuori alla novità del Cristo. Annunciate che il Regno dei Cieli è vicino!”. Alla messa celebrata stamani nella piana di Montorso, era presente, nel parterre, un nutrito gruppo di politici. Oltre al vice premier Francesco Rutelli, che il Papa ha espressamente salutato nel suo messaggio iniziale – hanno partecipato alla cerimonia il sottosegretario Pietro Colonnella, i parlamentari Renzo Lusetti, Pierluigi Castagnetti, Alessandro Forlani, Marina Magistrelli, Maria Paola Merloni, Mario Baldassarre, l’eurodeputato Antonio Tajani. Presente anche la moglie di Rutelli, Barbara Palombelli, gli imprenditori Vittorio e Francesco Merloni. “L’Agorà dei giovani – ha detto il vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli – è un’occasione straordinaria per confermare che in Italia il cattolicesimo è un fenomeno profondo, legato e radicato nel popolo e nei giovani italiani”. Apprezzate, invece, le parole del Santo Padre riguardo al problema ambientale, da parte del ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio. “Adesso – ha aggiunto il ministro – serve una vera e propria riconversione ecologica della nostra economia. Serve una grande alleanza che veda, ciascuno per la propria parte, impegnato per il clima e per la tutela dell’ambiente e che punti fortemente sulle energie pulite e rinnovabili, l’efficienza energetica ed idrica e la mobilità sostenibile, abbandonando vecchi standard di sviluppo. Servono scelte coerenti sia dalla politica che dall’economia – ha concluso il ministro Pecoraro Scanio – e chi ogni giorno fa a gara per seguire gli insegnamenti della chiesa sappia che per salvare il Pianeta bisogna abbandonare fonti energetiche fossili ed inquinanti, come il carbone ad esempio, e puntare con decisione sulle fonti energetiche pulite e rinnovabili”.