Pavia, 3 set – Cinquecentomila euro chiesti tramite sms. Sarebbe questa la cifra per il rilascio di Paolo Friggi, il 37enne titolare di un bar a Motta Visconti, tra Abbiategrasso e Pavia, scomparso da ieri. Per gli inquirenti non ci sono più dubbi: si parla di sequestro. Secondo le prime ricostruzioni il commerciante è stato rapito poco prima dell’alba, intorno alle 4 del mattino. Era uscito di casa per andare ad aprire il suo bar, ma quando i primi clienti sono arrivati davanti al negozio, hanno trovato le saracinesche abbassate. Immediatamente è stata avvertita la madre e la sorella dell’uomo, il bar infatti appartiene alla famiglia da ben tre generazioni. Appresa la notizia, la madre dell’uomo ha immediatamente acceso il telefonino. In quel momento una terribile certezza: Paolo è stato rapito, e i sequestratori vogliono 500 mila euro in contanti. Il messaggio è partito dal cellulare dell’uomo che è stato ritrovato a terra vicino alla macchina del commerciante, una Renault Cargo, rinvuta a pochissima distanza dalla casa di Zelata di Bereguardo. Probabilmente i rapinatori hanno aspettato Friggi non lontano da casa, conoscendo già l’orario in cui l’uomo sarebbe uscito per recarsi a lavoro. Ad indagare sulla scomparsa del commerciante è la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinate dal procuratore aggiunto della Repubblica di Milano, Alberto Nobili, assieme al pm Mario Venditti, già titolari dell’inchiesta sul tragico rapimento del finanziere Gianmario Roveraro, il finanziere milanese sequestrato nel luglio scorso e poi ritrovato morto in un casolare tra Solignano e Citerna Taro, a una trentina di chilometri da Parma. Per il momento la procura di Milano ha ordinato il blocco dei beni di Friggi e della sua famiglia, mentre gli investigatori stanno indagando sui movimenti finanziari del sequestrato. Sembra infatti, dalle prime notizie trapelate, che negli ultimi tempi l’uomo stesse affrontando alcuni problemi economici, debiti equivalenti a qualche migliaia di euro. Su questa pista stanno continuando ad indagare i carabinieri di Pavia, coordinati da Giancarlo Sangiuliano. Per il momento, infatti, i familiari del commerciante si trovano nella caserma di Bereguardo per chiarire alcuni particolari importanti relativa alla situazione economica del giovane e della famiglia. Una famiglia, quella di Friggi, sconvolta: “E’ un gran lavoratore”, si sono limitati a dire alcuni di loro. “Alla mattina alle 5 apre il bar e lo tiene aperto fino all’una di notte. Certo che se ora si mettono a toccare anche chi lavora”. Presidiata dai carabinieri l’abitazione dove Friggi vive, una cascina ristrutturata alla periferia di Zelata, una frazione di Bereguardo. Da quanto si è appreso, nella casa si trovano anche la convivente dell’uomo e il figlio di tre anni.