Roma, 3 set – “Chi sa di sport mi dice che mondiale rugby in ordine di importanza viene solo dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio, ecco perché qui oggi stiamo per salutare una grandissima spedizione”. Con queste parole il presidente del Coni Gianni Petrucci ha iniziato il suo intervento nel corso della conferenza stampa di presentazione della nazionale azzurra di rugby in partenza per la Francia, dove venerdì prossimo inizierà la Coppa del Mondo. Gli azzurri di Berbizier saranno impegnati sabato contro la Nuova Zelanda: un match ai limiti dell’impossibile per Bortolami e compagni, anche se è stato lo stesso Petrucci a ricordare che “si parte tutti dallo 0-0”. Il numero uno del Coni, che ha fatto gli onori di casa dal momento che la presentazione si è svolta nel salone d’onore della sede del Comitato olimpico, ha poi voluto rivolgere un saluto particolare al ct Pierre Berbizier, che lascerà la guida della nazionale al termine della rassegna iridata: “Mi dispiace che ci lasci – ha detto Petrucci – soprattutto in considerazione della grande classe, sensibilità ed eleganza con la quale ha lavorato in questi due anni”. Lo stesso Petrucci ha in proposito fatto un parallelo con la nazionale del basket che nel 1997 si classificò seconda agli Europei: “Anche allora il ct Ettore Messina aveva annunciato il suo addio prima del torneo, ma io non dubitavo che avrebbe fatto comunque un gran lavoro. E infatti ci portò a giocare la finale, quando fino a quel momento eravamo dodicesimi…” “Io oggi non vi chiedo un secondo posto – ha proseguito Petrucci parlando direttamente a Berbizier – perché so che è un mondiale difficile. Ma so anche che nello sport non si può mai dire”. A illustrare il cammino dell’Italia nella prima fase della competizione è stato il presidente federale Giancarlo Dondi: “Noi – ha detto – cominciamo sabato contro la squadra favorita per la vittoria finale, i mitici All Blacks. Giocheremo a Marsiglia con uno stadio che è esaurito già da tempo, e sarà una grande occasione per dimostrare quanto siamo cresciuti”. “Ma per il nostro cammino – ha proseguito Dondi – saranno fondamentali altre partite”: il 12 settembre l’Italia affronterà infatti sempre a Marsiglia la Romania, poi il 19 il Portogallo (al Parco dei Principi di Parigi) fino ad arrivare al match del 19 contro la Scozia, a St. Etienne. “Dobbiamo dimenticare le recenti vittorie con la Scozia – ha esortato Dondi – perché stiamo parlando di una grande nazione con una grande esperienza internazionale alle spalle. Dobbiamo presentarci con tanta umiltà, consci comunque di aver fatto bene in passato”. “Dobbiamo confermare i progressi fatti vedere nel Sei Nazioni – ha commentato il ct Berbizier – e in questo mondiale dobbiamo andare il più avanti possibile. Utilizzerò tutti gli uomini a mia disposizione perché la competizione è lunga e c’è bisogno del singolo apporto di ognuno, è questa la filosofia del gruppo”. “Spero che in ogni partita – ha aggiunto il tecnico – riusciremo a far vedere che abbiamo trovato la nostra identità. Ecco, il nostro obiettivo è proprio quello di far vedere la nostra identità italiana”. In merito ai due anni trascorsi alla guida degli azzurri, Berbizier ha voluto ringraziare Petrucci e la federazione “per avermi dato l’opportunità di passare due anni meravigliosi. Spero che questa Coppa del Mondo sia la conferma del progetto che abbiamo iniziato”. Una novità di questi mondiali per gli azzurri sarà Casa Italia che sorgerà al Trocadero, nel cuore di Parigi: “Una club house – l’ha definita Dondi – dove ritrovarsi secondo la più rugbistica delle tradizioni. Un quartier generale di prestigio, un luogo in cui sentirsi a casa e in cui vivere tutti assieme la grande festa dei mondiali”. Anche fra i giocatori è palpabile l’emozione per l’imminente avvio della rassegna francese: “Giocare un mondiale – ha detto a margine della presentazione ufficiale Martin Castrogiovanni – è la cosa più bella per un giocatore di rugby. Inizieremo subito contro gli All Blacks, e sarà bello confrontarsi con loro da uomo a uomo, perché saranno anche fortissimi, ma comunque non sono macchine. Noi dobbiamo vedere quali progressi abbiamo fatto e l’8 sapremo subito come siamo messi”. Il pilone di Paranà, eletto miglior giocatore del campionato inglese nella passata stagione, invita comunque a non sottovalutare gli impegni con Romania e Portogallo: “I rumeni sono ottimi giocatori, molti di loro giocano in Francia e hanno degli avanti fortissimi. La partita con loro non sarà facile, perché li affronteremo quattro giorni dopo aver affrontato la Nuova Zelanda. Poi c’è il Portogallo, che è alla sua prima coppa del mondo. Li abbiamo già affrontati e battuti con un ampio score, ma non dimentichiamoci che siamo a un mondiale e che tutti vogliono fare bene”. E poi c’è la Scozia, contro la quale gli azzurri si giocheranno quasi sicuramente l’ultimo biglietto disponibile per i quarti di finale: “Speriamo di farcela, perché noi partiamo con l’obiettivo di arrivare fra le migliori otto. Poi tutto quello che dovesse arrivare in più lo accoglieremmo a braccia aperte, perché non si sa mai, magari la vittoria con la Scozia ci dà una carica in più e non si sa mai quello che può succedere. Però prima di tutto dobbiamo pensare a superare il girone”. Castrogiovanni, che nonostante i 27 anni ancora da compiere è già al suo secondo mondiale, si considera a tutti gli effetti fra i “vecchi” del gruppo. “Non mi considero affatto una star – spiega – Sono solo uno dei giocatori con un po’ più d’esperienza. Però posso dire che la spinta in più in questo mondiale possono darcela i giovani come Zanni, Barbieri o Pratichetti, che hanno dimostrato di saper fare benissimo”. Per finire, il giocatore dei Leicester Tigers concede un commento sull’annunciata astinenza sessuale degli All Blacks durante tutto il periodo del mondiale: “Io non credo che alla fine ce la faranno veramente – dice Castrogiovanni – Ma se alla fine manterranno fede alla parola data tanto di cappello”. E gli azzurri come si regoleranno? “Astinenza no, al massimo cercheremo di darci una regolata. Ma noi non è che stiamo sempre in mezzo alle ragazze, nemmeno lontano dal mondiale. Io poi non ho nemmeno la fidanzata…”