Proprio in contemporanea con una delle più devastanti inchieste degli ultimi tempi sugli intrecci tra criminalità e politica, come ciliegina sulla torta arriva l’ annuale classifica di Transparency International sull’ indice di corruzione nel mondo. E, senza troppe sorprese, scopriamo che l’ Italia è il fanalino di coda dell’ Europa. Per la precisione, nel “Corruption Perception Index 2014” che monitora il livello di corruzione di 175 paesi del mondo, il Belpaese si piazza al 69esimo posto, ben lontana dalle prime posizioni in cui troviamo Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda. In una scala da 0 a 100, l’ Italia totalizza 43 punti. Il che vuol dire all’ ultimo posto tanto nel G7 che nell’ Unione europea, scavalcata ne G20 anche da Arabia Saudita e Turchia.
A pari merito con noi anche Bulgaria, Grecia, Croazia e Romania e Brasile. Meglio di noi anche Cuba (63esimo posto), Namibia (55), Malesia (50), Corea del Sud (43), Botswana (31) ed Emirati Arabi (25). Ci hanno decisamente staccato le altre nazioni industrializzate occidentali: la Germania è al 12esimo posto, il Regno Unito al 14esimo, gli Stati Uniti al 17esimo, la Francia al 26esimo. Potenze emergenti come Cina, India e Russia hanno ancora molta strada da fare: sono rispettivamente al 100esimo, 85esimo e 136esimo posto. In fondo alla classifica Corea del Nord e Somalia. Il Corruption Perception Index 2014 si basa sui rapporti di istituzioni internazionali come la Banca mondiale e registra la percezione della corruzione nel settore pubblico negli ultimi due anni.
(3 dic – Asc)