Arezzo, 12 set – Di pubbliche letture “illustri” dei Canti della Divina Commedia se ne annoverano diverse nella storia recente del teatro e della televisione italiana: alcuni dei più grandi attori italiani, come Roberto Benigni e Vittorio Gassman, si sono cimentati con il sommo poeta in rappresentazioni memorabili. Ma l’amore per la lettura della più importante opera letteraria italiana non è evidentemente un’esclusiva riservata ai big del palcoscenico: almeno così deve pensarla il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, ex-Dc oggi nelle file della Margherita, che venerdì prossimo ha in programma una nuova tappa della sua vera e propria tournee teatrale dedicata al “ghibellin fuggiasco”. L’appuntamento è fissato alle 21 presso il Centro di aggregazione sociale di via Fiorentina di Arezzo: lo spettacolo vedrà sul palco il primo cittadino impegnato nella lettura del quinto canto del Purgatorio, quello dell’episodio di Bonconte da Montefeltro, il condottiero dei ghibellini che scomparve durante la battaglia di Campaldino. “Questa serata non è una novità – spiega a 9Colonne il sindaco Fanfani – già quest’estate sono stato protagonista di diverse rappresentazioni. Ho sempre coltivato una grande passione per la letteratura e ritengo Dante il più grande in assoluto. Possibile incompatibilità con il mio ruolo politico? Ma non scherziamo. Nella vita ho fatto tanti mestieri – racconta – ho fatto il pittore e sono tuttora avvocato. E ho sempre coltivato questo amore per la Divina Commedia. Non ci vedo nulla di strano”. Nella storia dei grandi “lettori” del poema in tre cantiche il sindaco aretino individua due grandi maestri: “Gassman e Albertazzi. Loro due sono i migliori, le loro letture erano eccezionali. E poi c’è Benigni, che è un genio e che per questo non può essere soggetto a critica”. Per il suo spettacolo Fanfani, che sta anche preparando un ciclo di letture all’Accademia Petrarca, ha scelto un approccio piuttosto rigoroso: “Io parto da un’analisi del testo prima poetica, poi filologica e infine storica. A quel punto sono pronto per recitare il canto e concludere lo spettacolo, che dura in tutto circa un’ora e un quarto”. Probabilmente meno di un Consiglio comunale dove, qualche volta, magari il sindaco avrà desiderato ardentemente il momento in cui tornare a riveder le stelle.