Venezia, 16 set – “Un segnale forte a Roma”, un raduno che rilancia la “rivolta fiscale” inneggiata da Umberto Bossi contro le tasse e ora teorizzata in un volume che spiegherà in tredici punti, quali imposte pagare e quali no. La Lega Nord si è riunita a Venezia per la tradizionale Festa dei Popoli padani, in Riva dei Sette martiri. “Dodici anni che siamo qui a Venezia – ha esordito Roberto Calderoli in veste di coordinatore delle segreterie padane – e oggi tutti ripetono le stesse cose che sono scritte nella nostra riforma. Amato dice ‘contro la criminalità tolleranza zero’ – ha proseguito il senatore del Carroccio – ma che credibilità può avere chi afferma questo e ha fatto una legge come l’indulto, che fa uscire criminali, che fa arrestare i lavavetri ma che poi continua a far entrare nel nostro paese? Ora i pensieri di Bossi sono di tutti. Quand’è che mandate a casa Romano Prodi? Solo noi possiamo rispondere. Quando qualcuno è caduto è caduto sui tranelli della Lega”. Calderoli ha poi invitato a cercare gli evasori “nel centro e nel Sud d’Italia dove l’evasione è la regola”. “I tredici punti della nostra rivolta fiscale finiranno in un volumetto che indicherà come pagare le tasse giuste – ha spiegato Calderoli – più soldi nelle tasse dei contribuenti e nelle casse delle regioni e dei comuni per far rimanere a secco quelle dello Stato”. Il primo a intervenire questa mattina è stato il presidente della Lega Nord Angelo Alessandri che ha ripreso una frase di Oriana Fallaci: “‘Tacere è una colpa, parlare un obbligo morale’ – ha detto – Questo diventa quindi un obbligo per la gente del Nord: abbiamo un governo peggio dell’Isalm e dei nomadi. Sono 50 anni che paghiamo le tasse e non diciamo niente. Oggi siamo pronti a dare un segnale forte per dire a Roma che si è superato il limite. E a Roma dovranno preoccuparsi”. Non rinuncia a citare i fiamminghi Mario Borghezio, che, in apertura del suo intervento, li ha definiti “più avanti nella lotta alla libertà”, invitando il popolo padano a tornare a Bruxelles con le bandiere assieme a loro. “La rivolta fiscale è legittima, quando un popolo produce e continua a osservare le leggi di Roma. Più che uno Stato fiscalista – afferma il leghista – è uno Stato usuraio che succhia il sangue. Da ieri è partita la valanga fiscale che travolgerà tutti. Mai più schiavi di Roma, con Bossi per la nostra libertà”. Tra i presenti anche il sindaco “tolleranza 00” di Treviso, Giancarlo Gentilini: “Da oggi – ha detto – deve partire una nuova rivoluzione. Purtroppo non possiamo farla con le armi, dobbiamo farla con il voto: carichiamo i nostri fucili con il voto. Ho bisogno di milioni di voti”. (Clm/Caf)