(21 gen) “E’ difficile riassumere in poche righe una vita piena di esperienze come quella di Ennio Odino. Prima partigiano scampato a un eccidio in Liguria, poi internato nel campo di Mauthausen, dopo la sua liberazione tornò in Italia diventando ciclista professionista accanto a Fausto Coppi, infine funzionario dell’Ue a Bruxelles e presidente dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) in Belgio. Quella di Ennio Odino è una biografia che riassume alcune fra le stagioni più drammatiche, ma anche più straordinarie, vissute dal nostro Paese negli ultimi ottanta anni: dalla lotta di liberazione, alle difficoltà del dopo guerra, attraverso l’entusiasmo del boom economico, fino alla costruzione dell’Unione europea”. Con queste parole – a dicembre – Laura Garavini, segretario di presidenza del Gruppo Pd alla Camera, ricordava Ennio Odino, scomparso a Bruxelles all’età di 90 anni. Chi dice Ennio Odino (Gavi, 8 giugno 1924 – Bruxelles, 13 dicembre 2014) dice un partigiano e ciclista italiano. Un personaggio che ha lasciato un segno nella storia italiana. Per ricordarlo è in programma oggi a Bruxelles presso l’ Istituto Italiano di Cultura la conferenza dal titolo “Pedaliamo con Crik per la libertà”. Ma chi è Crik? Il nome di battaglia di Odino icona di amore per le radici e per la patria, per lo sport e la libertà. L’appuntamento è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Culturain collaborazione con la sezione Anpi di Bruxelles. (red)