Roma, 14 ott – In particolare, l’attenzione è stata posta sull’articolo 5 del decreto
crescita del 2019, teso all’attrazione del capitale umano e al rientro dei cervelli
in fuga, la cui importanza non può essere certo ridotta alle vicende del
calciomercato: “I numeri sono incoraggianti e gli esempi numerosi – spiega Alessandro
Belluzzo, presidente della Camera di commercio italiana per il Regno Unito e autore
del libro ‘Brexit. Istruzioni per l’uso – Anche legati all’interpretazione
legislativa positiva che è stata data negli ultimi interpelli dell’Agenzia delle
entrate, si vede che c’è una crescita di interesse e di stabilità nell’applicazione
della norma. Una norma – continua Belluzzo – che è stata letta sempre in chiave
agevolativa per le persone fisiche che erano già all’estero, e ovviamente ce ne sono
tante che possono rientrare. Ma secondo me sarebbe anche importante agevolare coloro
che vogliono andare all’estero, che lavorano in un’impresa che può avere un vantaggio
o un sconto nel mandare a fare un’esperienza lavorativa fuori dai confini nazionali
il proprio dipendente, che poi ritorna nella stessa impresa con una conoscenza
diversa, migliorando il capitale umano proprio ma anche dell’impresa. Secondo è un
aspetto sociale importante la circolazione del capitale umano che esiste qui e che
vuole andare all’estero, ma che deve poi ritornare”. Sulla stessa linea Brunello
Rosa, presidente dell’associazione “Talented Italians in the Uk”: “Finalmente adesso
si inizia a porre un po’ di più l’accento sul tema della ‘brain circulation’
piuttosto che su quello del ‘brain drain’, cioè del biglietto di sola andata a cui si
è assistito negli ultimi decenni con gli italiani che andavano all’estero e non
rientravano. Un tema in fieri, non ancora pienamente sviluppato, quello di favorire
il rientro dei cervelli in modo dinamico e possibilmente anche attrarre cervelli
dall’estero. Detto questo – conclude – i numeri purtroppo ancora dimostrano che c’è
un saldo negativo tra ingressi e uscite, molti sono quelli che continuano ad andare
via. Dopo la pandemia, se la ripresa economica non dovesse essere forte come in altri
Paesi, il fenomeno potrebbe riprendere a crescere una volta finite le restrizioni”.
(Roc)
