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Attesa per Matisse
alle Scuderie del Quirinale

it@withub.it by it@withub.it
6 Febbraio 2015
in Archivio speciali - Mostre
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ATTESA PER MATISSE ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

“La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro”. “La révélation m’est venue d’Orient” scriveva Henri Matisse nel 1947 al critico Gaston Diehl: una rivelazione che non fu uno shock improvviso ma – come testimoniano i suoi quadri e disegni – viene piuttosto da una crescente frequentazione dell’Oriente e si sviluppa nell’arco di viaggi, incontri e visite a mostre ed esposizioni. Proposta dalle Scuderie del Quirinale, promossa dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo, la mostra “Matisse. Arabesque”, a cura di Ester Coen, si aprirà il 4 marzo per concludersi il 21 giugno. In esposizione oltre cento opere di Matisse con alcuni capolavori assoluti – per la prima volta in Italia – dai maggiori musei del mondo: Tate, Met, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington solo per citarne alcuni.

 

AUGUSTO E LA CAMPANIA. DA OTTAVIANO A DIVO AUGUSTO

 Con Augusto cambia il destino della Campania, dell’Italia e del Mediterraneo. Per celebrarne la figura a 2000 anni della sua morte, avvenuta a Nola, e raccontare i luoghi della regione che lo videro protagonista nell’ascesa al potere, la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli presenta la mostra “Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto. 14-2014 d.C.” Punto di riferimento costante nella cultura occidentale, la figura di Augusto offre inesauribili spunti di riflessione circa le dinamiche attraverso le quali il potere si afferma, si definisce e si trasforma.  Il particolare legame che unì Ottaviano/Augusto alla Campania, nella fase della conquista del potere e una volta al comando dell’impero, è il tema della mostra a lui dedicata, che chiude le celebrazioni del bimillenario della morte. In occasione e a conclusione del bimillenario celebrativo augusteo, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli ha inaugurato una grande mostra archeologica di sculture e reperti archeologici di epoca augustea o connesse alla presenza e attività dell’imperatore Augusto in Campania, che rimarrà esposta sino ad aprile 2015 nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.  Oltre 100 opere in mostra, alcune delle quali presentate per la prima volta al pubblico. Sono per la gran parte pezzi appartenenti al Museo Archeologico di Napoli, ai quali si aggiungono prestiti del Centro Caprense  I. Cerio e dal Museo Diocesano di Capua.

 

BLOW UP, FOTOGRAFIA A NAPOLI

La fotografia è sicuramente la più accessibile tra le forme artistiche e lo dimostra la moda dei selfie e di immortalare tutto ciò che potrebbe strappare un mi piace su facebook. Per tutti gli amanti della vera cultura fotografica, però, fino al 16 febbraio sarà possibile visitare alla Villa Pignatelli di Napoli, la mostra “Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990”. Sono esposte 140 fotografie che evidenziano l’importante ruolo della città di Napoli negli anni ’80 nel contribuire allo sviluppo della fotografia come mezzo per narrare storie, attraverso un’immagine che racchiude in sé un’espressione, un’emozione e un momento irripetibili. I visitatori ripercorreranno gli anni Ottanta in due percorsi paralleli. Il primo fotografa i primi anni ‘80, quando vennero invitati a Napoli degli innovativi fotografi internazionali che rappresentarono la città dal punto di vista urbanistico che era il fulcro storico. Il secondo percorso illustrerà le foto di artisti internazionali come Clegg & Guttmann, Ruff, Sherman e di quelli napoletani. Infine, la memoria artistica sposa la modernità tecnologica della fotografia nel percorso virtuale Costellazione ’80 , dove, grazie a delle postazioni multimediali, sono collegate virtualmente collezioni, le mostre e le sezioni museali , costituendo un archivio completo dell’arte contemporanea a Napoli.L’appuntamento è a Villa Pignatelli ‘Casa della fotografia’, via Riviera di Chiaia 200.

 

 

I TESORI DI LORETO A CASTEL SANT’ANGELO

Il Museo-Antico Tesoro di Loreto, ospitato negli ambienti del cinquecentesco Palazzo Apostolico di Loreto, adiacente alla Basilica della Santa Casa, prende vita a seguito dei periodici trasferimenti di opere ed oggetti d’arte che, a partire dalla metà dell’Ottocento, interessarono la Basilica e gli altri ambienti contigui, come la farmacia, e le sale del Palazzo Apostolico. Nel 1919 Luigi Serra pubblica il primo catalogo della Santa Casa di Loreto. Il museo viene inaugurato ufficialmente l’8 settembre 1951, ma solo molti anni dopo, il 15 giugno 1974, viene aperto in maniera continuativa al pubblico. L’8 settembre 1997 viene inaugurata la ristrutturazione del museo, in nuovi e più ampi locali. La mostra “Lorenzo Lotto e i tesori artistici di Loreto” – al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo fino al 3 maggio – è stata organizzata in vista di un nuovo, più scientifico e razionale riallestimento delle collezioni museali del Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto e per proporre a un pubblico più vasto e internazionale questo ricco e prezioso patrimonio di arte e di fede. Il percorso della mostra si snoderà con una scelta significativa dei dipinti di Lorenzo Lotto, seguendo l’iconografia lauretana, poi opere già collocate sugli altari ed altri ambienti della basilica e infine preziosi reperti del Tesoro della basilica, scampati alle razzie napoleoniche.

 

 

I “PAPIERS D’ÉPOQUE” DI VERONICA SCHELINI

Una personale di Veronica Schelini, dal titolo “Papiers d’époque – Volti di oggi su parole di ieri”, sarà esposta presso lo spazio Caffetteria Bistrot del Chiostro del Bramante a Roma, fino al 9 marzo. Soggetti ispirati ad immagini e cartoline appartenenti alla “belle époque”, con particolare richiamo alle rappresentazioni dell’illustratore statunitense Charles Dana Gibson, noto per le sue “Gibson Girls”. Le opere, realizzate su carta di giornale, nascono in realtà per caso: “Un pomeriggio mi sono ritrovata a schizzare, mentre ero al telefono, un volto su di una copia de ‘Le Monde’ che avevo acquistato e da lì l’idea di riprodurre lo stesso effetto”. Al gusto per la raffinatezza e alla leggerezza della linea liberty, si aggiunge l’unicità di quel periodo, derivata dall’estrema modernità e dalla fiducia nel progresso, e che nel campo dell’arte si rivela attraverso una “bellezza senza tempo”. Le figure armoniose e femminili della Schelini sono donne appassionate, ammaliatrici e indipendenti che si confrontano con il presente attraversando il passato. Nata a Roma l’8 luglio 1984, Veronica Schelini è laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università La Sapienza di Roma e attualmente insegna Lingua e Letteratura Francese. Appassionata di Arte e Storia dell’Arte, si avvicina al disegno da autodidatta, per divertimento, copiando i personaggi dei cartoni animati e i volti dei grandi attori di Hollywood per poi iniziare a “sperimentare” su carta di giornale, fino a dare vita ai suoi ritratti bohemien.

 

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