(25 feb) Chi dice Pellegrino Artusi dice l’uomo che più di altri ha avuto un ruolo di primo piano nella diffusione dell’italiano attraverso la gastronomia. E’ lui, infatti, il “padre” de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”: l’opera pubblicata nel 1891 (che ancora oggi conta un grande numero di edizioni e una vastissima diffusione) che con le sue 790 ricette (dai brodi ai liquori, passando per minestre, antipasti, secondi e dolci) rappresenta un capolavoro della cucina italiana e del servire a tavola. A lui è dedicata una mostra allestita all’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico: “Pellegrino Artusi – L’Italia in cucina” (inaugurata venerdì 20 febbraio). Nell’anno dell’Expo di Milano, dedicato all’alimentazione, viene così dato spazio alla tradizione culinaria del Belpaese: l’esposizione messicana ruota, infatti, intorno al libro di cucina che ha dato le basi alla gastronomia italiana moderna. Con la sua speciale raccolta Artusi sviluppò il primo profilo culinario nazionale e, in un Paese da poco riunificato, il volume andò alle stampe per quindici edizioni in vent’anni: dal 1891 al 1911. La mostra, che rimarrà esposta permanentemente presso l’istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, è stata organizzata – come si legge sul sito dell’Emila Romagna – dalla Consulta regionale degli Emiliano-romagnoli nel mondo, dall’Assessorato Cultura della Regione e da Casa Artusi assieme all’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, nell’ambito delle manifestazioni “Anno dell’Italia in America Latina” del ministero Affari esteri e “Emilia-Romagna verso EXPO 2015”. (red)