Londra, 1 ott – Quando la scienza si fa arte, ma anche quando l’arte diventa scienza. Per anni la pittura, così come la scultura, è stata lo specchio dell’uomo, delle sue usanze e dei suoi modi di vivere. Ora si fa specchio della scienza o meglio diventa spunto per la ricerca. Il pittore paesaggistico Jmw Turner diceva che il suo lavoro non doveva essere capito, ma doveva “mostrare la scena così com’era”. Ed è proprio questa l’ottica in cui alcuni scienziati inglesi, secondo quanto riportato dal Guardian, hanno iniziato ad approfondire caratteri “realistici” dei suoi dipinti per comprendere al meglio i cambiamenti climatici. A partire, infatti, dall’analisi delle trasformazioni climatiche del passato, raccontate dalle rappresentazioni visive fatte dai grandi maestri, si potrebbero migliorare quei modelli informatici usati per simulare il riscaldamento globale. Il progetto tenta di capire il grado di inquinamento atmosferico generato da violenti eruzioni vulcaniche nel corso della storia (come quella del Krakatoa nel 1883) grazie alle rappresentazioni paesaggistiche fatte dai grandi pittori. Studiando il colore dei tramonti usato in dipinti realizzati prima e dopo tali esplosioni, i ricercatori hanno affermato di poter capire la quantità di materiale inquinante che si era dissolta nei cieli. Il dott. Christos Zerefos, che ha condotto la ricerca, ha spiegato che “si sta approfittando delle produzioni di questi pittori famosi per capire realmente cosa avessero davanti agli occhi. Questo è il primo tentativo di analizzare l’arte in senso scientifico e che ci dà la possibilità di capire come il nostro clima sia cambiato”. Il fenomeno di contaminazione in questione viene chiamato “oscuramento globale”, proprio perchè ostruisce la luce solare; questo fenomeno potrebbe essere paragonato all’inquinamento attuale prodotto dalle nostre industrie. Ad esempio, in riferimento ad una forte esplosione avvenuta in Indonesia nel 1815, gli studiosi hanno analizzato 181 artisti che avevano dipinto tramonti fra il 1500 e il 1900. Le 554 immagini includevano anche opere di Rubens, Rembrandt, Gainsborough e Hogarth. Gli scienziati hanno notato che un tramonto con una più alta concentrazione di colore rosso identifica cieli molto più sporchi, rispetto ad immagini precedenti l’esplosione in cui predomina una tonalità più chiara.
(Cep – Deg)