Roma, 1 ott – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napoltano, alla vigilia dell’avvio dell’iter parlamentare della legge Finanziaria 2008, conferma la sua “grave preoccupazione” per “la prassi invalsa da tempo nella formazione e nella discussione dei provvedimenti di bilancio, e culminata in voti di fiducia, nella legislatura attuale e in quella precedente, su leggi finanziarie ridotte ad articoli unici di dimensioni abnormi”. In una nota il capo dello Stato invita a non ridurre la Finanziaria a un maxiemendamento da sottoporre alla fiducia. Sottolineando poi i cambiamenti della manovra di quest’anno, Napolitano auspica la riforma della legge di bilancio: “La rilevante riduzione, rispetto allo scorso anno, del numero di disposizioni contenute nella legge finanziaria, la prevista articolazione della manovra di bilancio in diversi provvedimenti legislativi, e la nuova classificazione delle spese introdotta nel bilancio – spiega il Quirinale – hanno costituito un primo, parziale accoglimento delle sollecitazioni espresse nel dicembre dello scorso anno. Ma rimane la necessità, segnalata già allora dal presidente della Repubblica, di una ‘riforma delle norme di legge e regolamentari che presiedono alla definizione del bilancio dello Stato’. Agli orientamenti in tal senso discussi mesi or sono nelle commissioni Bilancio del Senato e della Camera – sottolinea ancora la presidenza della Repubblica – non ha corrisposto alcuna effettiva riforma, volta a delimitare più rigorosamente i contenuti della legge finanziaria e a garantire tempi certi per la decisione parlamentare su tutti i provvedimenti in cui si articoli la manovra di bilancio”. “E’ dunque ancora indispensabile – scrive il presidente – procedere verso tali riforme. Nell’immediato, la parola passa al Parlamento perché si compiano nelle Camere, da parte dei loro presidenti e dei loro organi competenti, tutte le opportune verifiche relative ai testi presentati dal governo, e si assumano, nel rigoroso rispetto dei Regolamenti vigenti, tutte le decisioni atte ad assicurare un corretto confronto ed esito finale della sessione di bilancio”. Infine, un messaggio a entrambi gli schieramenti: “Il presidente della Repubblica auspica che a questo scopo la definizione delle procedure e dei tempi per l’esame dei singoli provvedimenti risulti dalla più larga convergenza in seno alle Camere, nella piena libertà della dialettica parlamentare e nel comune interesse del funzionamento delle istituzioni”. L’appello del capo dello Stato è stato accolto con favore da esponenti di entrambi i poli: Natale Ripamonti, senatore dei Verdi membro della commissione Bilancio, apprezza le parole del presidente e invita a “procedere nel più breve tempo possibile a riformare la sessione di bilancio”. “Siamo certi – afferma – che il presidente del Senato, Franco Marini, eserciterà il proprio ruolo nel garantire che nella legge finanziaria non siano inseriti provvedimenti che non riguardino il suo contenuto proprio e soprattutto che, durante l’esame parlamentare, la manovra non venga stravolta da emendamenti sia di iniziativa governativa sia di iniziativa parlamentare”. Secondo Gianfranco Rotondi, “l’appello di Napolitano ad usare con moderazione la fiducia e’ saggio e opportuno. Il governo –conclude – si faccia carico di questo richiamo ed eviti, con la prossima Finanziaria, di fare ricorso alla fiducia per continuare a campare”.
(Fca)