Tra Pd, Forza Italia e Grillo, con il nuovo sistema elettorale, è possibile, per non dire probabile, che a Palazzo Chigi ci vada Grillo. Questo è lo scenario che disegna Luca Ricolfi, sociologo ed esperto di analisi del voto.
L’Italicum – ha spiegato Ricolfi ai lettori del Sole – funzionerebbe bene se ci fossero solo due poli (destra e sinistra), e in entrambi esistesse un partito dominante. Ma la situazione dell’Italia e di molti paesi europei è un’altra. C’è la sinistra, c’è la destra ma c’è anche un terzo schieramento anti-europeo o in alcuni casi anti-sistema, che ha più o meno lo steso peso degli altri due.
Lo scenario di Ricolfi prevede che al primo turno il Pd si affermi con il 35%, dunque senza conquistare il premio di maggioranza che scatta oltre la soglia del 40%, ma prevede soprattutto che Grillo – con 10 punti di distacco – riesca a soffiare il secondo posto a Berlusconi e Salvini, guadagnandosi così l’accesso al ballottaggio. E nel ballottaggio – è la conclusione del sociologo – vincerebbe Grillo, perché l’elettorato di centrodestra lo preferirebbe al candidato del Pd.
D’altra parte è ciò che è accaduto in molti ballottaggi comunali, da Parma a Livorno, dove i candidati del Pd – in testa al primo turno – sono stati poi sconfitti dal candidato dei 5 Stelle, diventato sindaco grazie ai voti di molti elettori di Forza Italia.
Non la pensa così Roberto D’Alimonte, il politologo che è stato tra gli ispiratori dell’Italicum. A Ricolfi obietta che la sfida Renzi-Grillo non ci sarà perché Grillo non si candida e i suoi sostituti non hanno la stessa presa sull’elettorato. E aggiunge che, che stando ai sondaggi, gli elettori potenziali di Forza Italia, e addirittura della Lega che prendono in considerazione l’idea di votare Pd sono più di quelli propensi a votare Cinque Stelle. Ma sono argomenti che non convincono Ricolfi.
La verità è che – mentre il Porcellum fu inventato per mutilare la prevista vittoria di Prodi – cosa porterà in dote l’Italicum non lo sa nessuno. Detto per una legge elettorale, può suonare come un complimento. (12 mar)