Roma, 3 ott – Emilio Colombo e Rita Levi Montalcini votano con la maggioranza. Risultato: 157 a 156 per l’Unione e un sospiro di sollievo per il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco e per tutto il governo. Non è passata per un voto, in Senato, la mozione unitaria della Casa delle libertà, primo firmatario il capogruppo dell’Udc Francesco D’Onofrio, che richiama le considerazioni della Procura di Roma sull’archiviazione del procedimento penale nei confronti di Visco, accusato di aver avuto “atteggiamenti mendaci nei confronti degli inquirenti e comportamenti illegittimi nei confronti del generale Speciale”, e che impegnava il governo a trasformare in permanente la revoca al viceministro delle deleghe relative alla Guardia di finanza e a invitare Visco a rassegnare le dimissioni. La “vittoria”, più che altro il salvataggio per un voto, della maggioranza ha immediatamente suscitato le proteste dell’opposizione tanto che il presidente del Senato Franco Marini si è visto costretto a interrompere la seduta. “Visco, giù le mani dalla Gdf”: non è mancato uno striscione nella curva “destra” di Palazzo Madama. Il nodo è il solito, ancora una volta decisivo, che riguarda il voto dei senatori a vita. “Visco, Prodi e compagnia sono grati ai senatori a vita, che ancora una volta salvano il governo. L’indecenza continua. Di Pietro e chi gli va appresso si devono vergognare”, tuona il senatore Francesco Storace. “Ancora una volta – afferma l’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli – il governo si è salvato grazie ai senatori a vita. Ma questa è l’ennesima prova che sarà un anno di difficoltà per la maggioranza”. Secondo Paolo Franco (Lega) nell’aula di Palazzo Madama si realizza “il destino di un paese governato anche da persone non elette dal popolo”. La replica è di Giorgio Benvenuto, senatore dell’Ulivo, che parla chiaro: “Il dibattito che si è svolto nell’aula del Senato ha evidenziato un chiaro fatto politico: il viceministro Visco è un bersaglio del centrodestra per il suo impegno contro l’evasione e l’elusione fiscale. Nessuno può negare che su questo fronte sono stati ottenuti notevoli risultati e che il ministro del Tesoro, gli operatori del ministero e il viceministro Visco hanno condotto con testardaggine un’azione costante contro l’evasione, parallelamente all’impegno nell’instaurare un rapporto costruttivo con i contribuenti. Questo – conclude Benvenuto – evidentemente a qualcuno non piace”.
(Fca)