Roma, 3 ott – E’ morto questa mattina Lorenzo D’Auria, l’agente del Sismi rimasto ferito gravemente lo scorso 24 settembre in Afghanistan, insieme a un altro agente italiano e al loro interprete afgano, quando un blitz delle forze speciali britanniche e italiane aveva liberato i tre dai rapitori formati da un gruppo di presunti taleban. A dare la notizia è stata una nota del ministero della Difesa. D’Auria, 33 anni, è morto a Roma all’ospedale militare del Celio, dove una settimana fa, quando si trovava in coma irreversibile, aveva preso in moglie Francesca, madre dei suoi tre figli (uno dei quali di soli due mesi), un modo per permettere alla compagna di godere dei diritti che spettano alle vedove dei militari morti in servizio. Dopo il blitz, avvenuto nella provincia di Farah, nel quale erano rimasti uccisi otto rapitori, D’Auria era stato trasportato in Italia con un Falcon dell’Aeronautica militare. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate per via di un proiettile che lo aveva colpito alla testa. “La notizia della morte del maresciallo capo Lorenzo D’Auria – ha dichiarato in una nota il ministro della Difesa Arturo Parisi – è motivo di grande tristezza e profondo dolore. La prego – scrive Parisi al direttore del Sismi, Bruno Branciforte – di accogliere i sentimenti di sincero cordoglio delle forze armate e la mia sentita personale partecipazione al lutto che ha colpito il servizio tutto”. Il titolare della Difesa ha inoltre inviato un telegramma alla famiglia del militare morto: “Unitamente al governo e a tutto il personale della difesa – scrive Parisi alla moglie del militare – partecipo con profonda commozione al grave lutto che ha colpito la sua famiglia. Il suo consorte, generosamente impegnato in una missione di grande valore, al servizio della sicurezza e della pace, rimarrà per sempre nel ricordo di chi crede nella solidarietà tra i popoli. voglia accogliere l’espressione delle più sentite condoglianze”. La camera ardente è stata allestita nella cappella del policlinico militare del Celio. Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema si è unito al cordoglio esprimendo la sua riconoscenza nei confronti di un servitore dello Stato caduto nell’assolvimento delle proprie funzioni “in un’area di importanza cruciale – si legge su una nota della Farnesina – in cui l’Italia è fortemente impegnata assieme alla Comunità internazionale in un’opera di stabilizzazione per favorire il consolidamento democratico e porre le condizioni per lo sviluppo sociale ed economico di un paese e di un popolo duramente provati da decenni di conflitti e violenze”.
(Fca)