Roma, 4 ott – Non più 630 deputati ma 512. Il primo via libera alla riduzione del numero dei parlamentari della Camera arriva dalla Commissione Affari costituzionali di Montecitorio che ha approvato a larga maggioranza, con i voti contrari di Forza Italia, che non se la sente di “avventurarsi in proposte di riforma costituzionale”, la norma che prevede di ridurre il numero dei deputati, dando un “taglio” anche alla presenza degli eletti all’estero: da 18 a 12. Il voto di oggi segue l’approvazione, ieri, di un emendamento al testo di riforma costituzionale, quello che riguarda il Senato federale, che dovrà essere eletto a base regionale. Uno dei primi a rendere pubblica la propria soddisfazione è stato Fausto Bertinotti. Pur non commentando la questione “nel merito”, il presidente della Camera ha dichiarato: “Mi pare un atto importante perché costituisce un fatto nuovo nella vicenda politica italiana”. Luciano Violante, presidente della I commissione di Montecitorio, ha spiegato: “Ieri abbiamo approvato il Senato federale e l’elezione di secondo livello da parte dei consigli regionali e dei consigli delle autonomie. La prossima settimana esamineremo un punto clou, quello della competenze del Senato e della Camera”. Violante invita a non vedere nella larga intesa ottenuta in Commissione il preludio a nuove ipotetiche alleanze: “Le coalizioni – osserva l’esponente Ds – naturalmente restano divise, né ci sono spostamenti di forze”. “E’ naturale – aggiunge Violante – che la Lega sia d’accordo sul Senato federale, ma la Lega resta avversario del centrosinistra, il centrosinistra resta avversario del centrodestra e sarebbe sbagliato utilizzare per finalità strumentali le riforme costituzionali”. Anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti ha giudicato positivamente l’accordo su Senato e Camera: “Nella Commissione Affari costituzionali su queste scelte – ha detto Chiti – si è registrata anche un’importante convergenza tra i partiti della maggioranza di centrosinistra e forze dell’opposizione come Udc e Lega”. Da qui l’appello affinché “prevalga la condivisione del merito su riforme fondamentali per l’Italia”. Tra queste la nuova legge elettorale, come sottolinea esplicitamente Piero Fassino. Per il segretario dei Ds l’auspicio è che l’intesa di oggi “solleciti tutte le forze politiche a ritrovare un’intesa sulla legge elettorale per dotare il paese di una legge che coniughi rappresentatività e governabilità”. Secondo Pierluigi Castagnetti, vicepresidente della Camera, “il voto favorevole di oggi di Lega, An e Udc alla riduzione del numero dei parlamentari rafforza il consenso politico attorno al processo di riforma costituzionale avviato in parlamento”. “Anche per la riforma della legge elettorale – conclude Castagnetti – dobbiamo auspicare il più largo consenso possibile senza tuttavia escludere il ricorso a soluzioni che potrebbero permettere di arrivare ad un accordo solo con chi ha veramente a cuore la voglia di cambiare”.
(Fca)