– Roma, 11 lug – “La maggioranza dei deputati ha ritenuto importante e utile l’impegno dell’ordine del giorno”, spiega Donatella Poretti, riferendosi al suo testo che aveva ricevuto il parere contrario del governo. “In Italia – ha precisato la Poretti – i finanziamenti pubblici per la ricerca scientifica sono pari all’1,1 per cento del Pil rispetto ad una media dei Paesi Ocse dell’1,5 per cento, e ancora meno sono gli investimenti privati. Per questo è necessario superare la mentalità secondo cui solo lo Stato può gestire l’Università e la ricerca. Senza investimenti privati l’Italia rimarrà sempre un nano a livello internazionale: i soldi pubblici, in assenza di competitività, non basteranno mai e continueranno ad essere più volte sprecati. Peccato che il governo non abbia colto l’occasione di fare suo questo provvedimento. Mi auguro però – ha concluso la deputata della Rnp – che l’esecutivo abbia colto l’importanza del voto trasversale di oggi in aula: certi provvedimenti sono necessari per riportare la ricerca italiana ad un livello almeno vicino a quella degli altri Stati europei”. “Solo il governo Prodi poteva dare un parere negativo a un atto di indirizzo ispirato alla meritocrazia, all’investimento sui nostri migliori cervelli e all’effettiva destinazione dei fondi per la ricerca a progetti concreti e non solo al mantenimento delle strutture e del personale degli enti – ha commentato Baldelli –. Questo atteggiamento insensato dell’Esecutivo è stato giustamente punito da un voto chiaro e netto dell’Aula che suona come l’ennesima sberla a un governo incapace e arrogante, che in realtà se ne infischia dei problemi degli italiani, e in questo caso, dell’eccellenza e della valorizzazione dei nostri ricercatori”.