New York – Nel mondo sono 783 milioni gli uomini e le donne che non hanno ancora accesso all’acqua potabile e 2,5 miliardi le persone che non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati, mentre le malattie legate all’uso di acqua contaminata rimangono una delle principali cause di morte tra i bambini sotto i cinque anni. Sono questi alcuni dei numeri più agghiaccianti, relativi al 2014, diffusi da Oms e Unicef in occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2015, caduta ieri 22 marzo. Negli ultimi anni la Cooperazione italiana è sempre stata molto attiva nel settore idrico, grazie al finanziamento di interventi volti non solo ad accrescere la disponibilità di risorse idriche nei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, ma anche a realizzare programmi di ”capacity building” nella gestione del settore idrico. In generale, la Dgcs sostiene molteplici programmi di approvvigionamento idrico e indirizzati alla creazione di sistemi irrigui, alla costruzione e manutenzione di impianti di depurazione di acque reflue e smaltimento delle reti idriche e fognarie, oltre ad iniziative di sviluppo agro-industriale, di sviluppo di tecniche e metodologie agricole sostenibili per un uso più efficiente dell’acqua e dirette a contrastare la desertificazione e degrado dei suoli, nonché progetti regionali volti a favorire un’integrazione ed una gestione equa, sostenibile e condivisa delle risorse idriche, anche al fine di garantire la pace e la sicurezza nelle sempre più vaste aree del mondo caratterizzate da scarsità di acqua. (9colonne)