Il 23 marzo 1944, nel giorno in cui il fascismo celebra la sua fondazione avvenuta 25 anni prima, un gruppo di partigiani uccide, in un attacco dinamitardo a Roma, in via Rasella, 32 soldati del battaglione Bozen e ne ferisce 110 (di cui uno morirà nelle ore successive). La rappresaglia nazista non tarda ad arrivare. Nell’attacco perderà la vita anche un bambino italiano, capitato all’ultimo momento sul luogo dell’esplosione. Il giorno dopo si compie la strage delle Fosse Ardeatine, condotta dal colonnello Herbert Kappler, coadiuvato dal capitano Erik Priebke: 335 uomini vengono uccisi, ciascuno con un colpo alla nuca. Stamane – in occasione del 71esimo anniversario dell’eccidio – si è tenuta la cerimonia di commemorazione presso il mausoleo delle Fosse Ardeatine. Presenti, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che già il 31 gennaio scorso poche ore dopo la sua elezione si recò a rendere omaggio alle vittime della strage, anche il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
RENZI: “FIGLI PORTATE CON FIEREZZA IL RICORDO”. “Dobbiamo sempre ricordare questi episodi affinché non si ripetano più e costruire un Paese migliore” ha dichiarato Grasso, sottolineando quanto sia necessario “contrastare il terrorismo invocando la pace, così come è stata invocata in questa manifestazione”. Via Twitter sono invece arrivate le dichiarazioni del premier Matteo Renzi, che scrive: “Figli portate con fierezza il ricordo. Io non dimentico l’eccidio dei 335 uomini liberi, vittime della barbarie alle Fosse Ardeatine” e del ministro della Difesa Pinotti: “Onoriamo 335 vittime Fosse Ardeatine crudelmente trucidate. Ogni anno scandiamo i loro nomi per non dimenticare!”. “Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo. Per non dimenticare 335 vite stroncate dall’odio” scrive sempre sul social network il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti. “È giusto essere qui ogni anno – ha invece sottolineato Zingaretti – ci saremo sempre, questi valori vanno ribaditi tutti i giorni dell’anno: è l’unico modo per essere degni del sacrificio che hanno compiuto questi uomini. Ma l’impegno più importante è non abbassare la guardia tutti i giorni dell’anno sui valori che ci portano ad essere qui”. Infine il sindaco Marino, che ha parlato del “ricordo di un evento drammatico, di una pagina tristissima non solo di Roma ma della storia universale”. “È importante – ha aggiunto il primo cittadino della capitale – che lo si ricordi, che Roma coltivi questa memoria, ed è importante che lo si faccia con i ragazzi di tante scuole perché la memoria di quello che i razionalismi hanno determinato, dei lutti, delle torture e delle guerre, deve essere qualcosa impresso nella memoria nostra e trasmesso ai nostri figli”. (PO / Paf – 24 mar)