Roma, 25 mar- “Bambini e ragazzi stranieri che frequentano le nostre scuole sono il 9.7% del totale, circa 800mila alunni stranieri”. Tra questi vi è da fare “una distinzione fondamentale tra quelli nati in Italia e quelli arrivati in seguito: i primi sono ormai più della metà, e raggiungono punte dell’85% nelle scuole dell’infanzia, non sorprendentemente”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, in una audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Secondo i dati della Giannini, “i nuovi entrati nel 2014 sono stati diecimila su trentamila totali, con un netto aumento del trend: il 90% ha tra i 15 e i 17 anni, sono maschi, spesso ragazzini che devono poi ricongiungersi con le famiglie in altri Paesi. Quasi il 40% di loro gli istituti tecnici e hanno maggiore difficoltà a concludere gli studi: a 15 anni, sette su dieci sono in ritardo, ci sono tassi di ripetizione dell’anno scolastico molto elevati soprattutto nel primo anni delle scuole secondarie, che l’anno in cui si verifica il maggior livello di dispersione scolastica”.
(PO / Sis)