A Udo Gumpel, corrispondente della tv tedesca Rtl, gli italiani ricordano il barone di Münchhausen e le sue innumerevoli incredibili avventure. Come quando riuscì a liberarsi dalle sabbie mobili tirandosi fuori da solo per i capelli. Per Gina de Azevedo Marques, corrispondente della tv brasiliana Globo, salverà gli italiani – campioni di satira – la capacità di ridere dei difetti propri oltre che di quelli altrui. La rumena Michaela Iordache pensa che il mondo dovrebbe invidiarci l’esperienza religiosa e intellettuale della Comunità di Sant’Egidio, l’algerina Nacera Benali cita lo straordinario altruismo degli abitanti di Lampedusa, l’egiziano Mahdi El Nemr pensa che l’Italia sia il vero portavoce dei paesi arabi nei confronti dell’Europa e la colombiana Carmen Cordoba ammira il nostro cinema colto e raffinato ed è convinta che i giovani registi -Sorrentino, Garrone, Virzì, Salvatores, Oleotto – diventeranno famosi come i maestri del neorealismo.
Così come lo raccontano i corrispondenti della stampa estera in un’antologia che si si intitola “Il bello dell’Italia” , siamo dunque un Paese vitale e sorprendente, lontano anni luce dalla rappresentazione perennemente negativa, spesso cupa, quasi sempre lamentosa che amiamo offrire di noi stessi.
Si deve all’olandese Maarten van Alderen, a lungo presidente dell’associazione stampa estera, l’idea di chiedere a 25 giornalisti stranieri cosa c’è di buono nel Paese che li ospita.
Nel pantheon italiano dei corrispondenti esteri c’è posto per due soli leader politici. Il corrispondente di Le Figaro cita Renzi e la sua straordinaria energia, e quello della tv greca Alpha sostiene che non ci sarebbe Tsipras senza l’eurocomunismo di Enrico Berlinguer. (red – 2 apr)