Montevideo, 10 ott – “Sono ormai passati 44 anni pero, nel Friuli Venezia Giulia le ferite non si cancellano. Questa sera a Montevideo, presso Casa degli Italiani, è previsto un incontro in ricordo del disastro”. Questo l’annuncio del presidente dell’Ente Friulano di Montevideo, Mario Mattiussi, riferendosi all’indimenticabile tragedia che, 44 anni fa, fece perdere la vita a più di mille friulani dopo che la diga del Vajont cedette alla frana del Monte Toc. Ai partecipanti dell’incontro commemorativo verrà letto, dallo stesso Mattiussi, un testo che ripercorre le fasi salienti della tragedia e le conseguenze scaturite:”La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione. La stima più attendibile è, a tutt’oggi, di 1910 vittime. Sono stati commessi – continua il testo – tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage: l’aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico; l’aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza; il non aver dato l’allarme la sera del 9 ottobre per attivare l’evacuazione in massa delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione. Fu aperta un’inchiesta giudiziaria. Il processo venne celebrato nelle sue tre fasi dal 25 novembre 1968 al 25 marzo 1971 e si concluse con il riconoscimento di responsabilità penale per l’imminenza di inondazione e frana e per gli omicidi colposi plurimi. Ora Longarone e i paesi colpiti sono stati ricostruiti. La zona in cui si è verificato l’evento catastrofico continua a parlare alla coscienza di quanti la visitano attraverso la lezione, quanto mai attuale, che da esso si può apprendere”.
(Cld/Ces)