Roma, 11 ott – La commissione Difesa del Senato, che si è riunita questa mattina a Palazzo Madama, ha espresso parere contrario alla Finanziaria. Il parere, redatto dal presidente della Commissione Sergio De Gregorio, eletto nelle fila di Italia dei Valori ma passato all’opposizione, è stato approvato con 13 sì e 12 no, fotografando, di fatto, la divisione delle forze in commissione, dove, dopo il passaggio del presidente, prevalgono i senatori dell’opposizione. Ed è proprio De Gregorio a motivare il parere sfavorevole sottolineando i tagli alla settore della difesa: “Si mantengono le forze armate a livelli più bassi di quelli previsti per legge – si legge nel parere – senza discuterne in Parlamento e in un momento di massimo impegno operativo e non si scongiura il rischio che migliaia di volontari in ferma breve vengano congedati nel corso dei prossimi anni (2009-2014), creando così una gravissima situazione di assoluta rilevanza politica”. “Il governo ha ridotto le forze armate in uno stato di criticità allarmante e per questo motivo la Commissione Difesa ha rinviato al mittente una finanziaria che di nuovo riduce gli stanziamenti per il comparto”, aggiunge De Gregorio. “Il ministro Arturo Parisi – continua – ha avuto grande coraggio a segnalare le criticità e lo stato d’insolvenza complessiva, ma il voto politico della Cdl è chiaro: 13 a 12 con la maggioranza perdente in commissione Difesa su un argomento delicato e di interesse prioritario per il Paese”. Sulla votazione odierna interviene anche il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani: “Maggioranza ancora una volta battuta in Senato. In Commissione Difesa l’Unione è stata significativamente sconfitta sulla manovra Finanziaria. Si tratta di un nuovo evidente segnale delle crepe che stanno sfaldando il centrosinistra e che preannuncia quello che potrebbe accadere in tempi molto brevi”. Parla invece di voto “strumentale” la senatrice Lidia Menapace di Rifondazione Comunista e spiega: “potevano anche esserci dei punti condivisibili nel parere ma, considerando la posizione strumentale, abbiamo votato con l’Unione in modo unanime. Sia la sinistra che la destra hanno votato in modo compatto ma, in Commissione Difesa, dopo il passaggio del presidente De Gregorio all’opposizione, la destra ha la maggioranza quindi ora la parola passa all’Aula”. Tra i possibili punti condivisioni, spiega la Menapace, “certamente riteniamo condivisibile che non si possono lasciare i Carabinieri senza gli strumenti necessari per poter operare o ancora i nostri militari senza mezzi”. “Noi abbiamo sempre sostenuto di essere contro le armi non contro i militari, non si può certo tenerli in una condizione di debolezza – conclude la senatrice di Rifondazione –. Ma questo voto fotografa esattamente la condizione della Commissione”. Una riflessione la senatrice la vuole fare: “la guerra sta iniziando a mostrare le sue debolezze. Quindi, si deve tornare in dietro e rinunciare alle armi per dare spazio alla diplomazia”.
(Sab)