Bruxelles, 11 ott – Il Parlamento europeo ha approvato con 378 si, 154 no e 109 astenuti la proposta Lamassoure-Severin per una nuova ripartizione dei seggi al Parlamento europeo. Il numero totale degli eurodeputati scende da 785 a 750. La proposta, se sottoscritta all’unanimità dal Consiglio europeo, si applicherà a partire dalle elezioni del 2009. L’Italia, che perde 6 seggi passando da 78 a 72 eurodeputati, aveva fortemente criticato la nuova ripartizione basata sul numero di residenti in ogni Paese, a prescindere dalla loro cittadinanza. Secondo il nuovo conteggio si calcolano infatti anche i cittadini di Paesi terzi (che non votano) e cittadini di altre nazioni dell’Unione europea (che vengono sottratti al computo del Paese di origine). Tutti gli emendamenti, tra cui quelli “italiani” tesi a basare la ridistribuzione dei seggi sul numero dei cittadini e a ristabilire l’equilibrio con la Francia e il Regno Unito, sono stati respinti. La nuova soluzione per la prima volta pone dunque l’Italia in una situazione di inferiorità numerica rispetto al Regno Unito e alla Francia. La proposta passa ora al tavolo dei capi di Stato e di governo che si riuniranno per il Summit Ue a Lisbona la prossima settimana. Proprio ieri il presidente del Consiglio, Romano Prodi in visita a Bruxelles aveva ribadito la contrarietà dell’Italia alla proposta Lamassoure-Severin. Nei giorni scorsi anche il ministro Bonino aveva criticato la proposta definendo il sistema “contrario allo spirito del Trattato”. Rispetto alla situazione prevista nel trattato di Nizza (736 seggi a decorrere dal 2009), il Parlamento sostiene le seguenti modifiche: Germania 96 seggi (-3 rispetto al trattato di Nizza), Francia 74 (+2), Regno Unito 73 (+ 1), Italia 72 (nessuna modifica), Spagna 54 (+ 4), Polonia 51 (+ 1), Romania 33 (nessuna modifica), Paesi Bassi 26 (+1), Grecia, Portogallo, Belgio, Ungheria e Repubblica ceca 22 (nessuna modifica), Svezia 20 (+2), Austria (+2), Bulgaria 18 (+1), Danimarca, Slovacchia, Finlandia tutti 13 (nessuna modifica), Irlanda e Lituania tutti 12 (nessuna modifica), Lettonia 9 (+1), Slovenia 8 (+1), Estonia, Cipro, Lussemburgo: tutti 6 seggi (nessuna modifica), Malta: 6 seggi (+1). Il Parlamento, spiega una nota, insiste affinché la revisione della ripartizione dei seggi prevista per la legislatura 2014-2019 “sia sfruttata per studiare la possibilità tecnica e politica di sostituire la presa in considerazione del numero degli abitanti, quale stabilito annualmente dall’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat), con quella del numero dei cittadini europei”. Suggerisce pertanto un progetto di dichiarazione del Consiglio europeo che invita il Parlamento a presentare una proposta volta a definire “con maggiore precisione” il termine cittadini. Tale proposta, è precisato, dovrebbe essere elaborata con sufficiente anticipo rispetto alle elezioni del 2014. I deputati hanno poi deciso di non considerare i futuri Stati membri dell’Ue (come la Croazia) nella ripartizione dei seggi per non pregiudicare i prossimi ampliamenti. Propongono, tuttavia, che le nuove adesioni siano accompagnate da un aumento temporaneo del numero di deputati al di là della soglia di 750, come è peraltro avvenuto con l’adesione di Romania e Bulgaria.
(Fca)