Roma, 11 ott – Saranno 18 milioni le famiglie italiane che beneficeranno degli sgravi sugli affitti e sull’Ici e degli assegni per gli incapienti, previsti dalla nuova Finanziaria. Le misure contenute nella manovra farebbero aumentare il reddito familiare disponibile di 155 euro annui per un costo complessivo pari a 3,5 miliardi di cui 2 miliardi dovuti al rimborso forfettario ai contribuenti con imposta netta pari a zero. Il calcolo è fornito dal presidente dell’Istat, Luigi Biggeri nel corso di una seduta alla commissioni Bilancio di Camera e Senato. In termini distributivi, il presidente ha sottolineato come il nuovo pacchetto porterebbe ad una riduzione degli indici di disuguaglianza di circa 2-3 decimi di punto, così come di un punto dovrebbe diminuire la povertà. “A differenza di precedenti interventi di situazione di disagio, si avrebbe anche una marcata riduzione dell’intensità di povertà (pari a quasi un punto percentuale), grazie al rimborso forfettario alle famiglie che non pagano l’Irpef”. C’è da considerare, però, aggiunge Biggeri, che “questo intervento ha natura temporanea”. L’aumento più consistente andrebbe alle famiglie con più di quattro componenti e ai nuclei con capofamiglia operaio, rispettivamente 413 e 223 euro in media. All’opposto, le famiglie con uno o due componenti e con persona di riferimento anziana o pensionata riceverebbero guadagni relativamente ridotti, tra 85 e 119 euro. Difficile, invece, la situazione degli ormai soprannominati “bamboccioni”, per dirla con le parole del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, a cui il presidente dell’Istat risponde sottolineando che i giovani non escono di casa perché guadagnano troppo poco. Sono circa 5,5 milioni, il 69,7% del totale, i giovani tra i 20 e i 30 anni che vivono in famiglia. Quelli che scelgono di lasciare l’ovile sono 2 milioni 432 mila, il 30,3%. Secondo i dati forniti da Biggeri i ragazzi che scelgono di rimanere sotto il tetto di mamma e papà pur avendo un occupazione sono circa 2 milioni 900 mila. In oltre due terzi dei casi, però, il loro stipendio non raggiunge i 1.000 euro mensili e in quasi un terzo non arriva a 500 euro. Insomma, pur beneficiando del “bonus affitti”, lasciare il nido risulta difficile a causa dei livelli di reddito troppo bassi. Secondo l’indagine dell’Istituto, relativa al 2005, in Italia i giovani di età compresa tra 20 e 30 anni, cioè i potenziali beneficiari dell’incentivo, sono circa 8 milioni. Tra questi sono 2,4 milioni (30,3%) sono già usciti dalla casa dei genitori, andando a costruire un complesso di circa 1,9 milioni di famiglie. Biggeri affronta poi il tema delle politiche per il mezzogiorno sottolineando che “debbono essere mirate, ovvero debbono tener conto non soltanto della eterogeneità dei fenomeni ma anche delle profonde differenze che caratterizzano le regioni meridionali. Non vi è dubbio -dice – che la crescita del paese passa per lo sviluppo del Mezzogiorno”. Parlando del cosiddetto “forfettone”, ovvero l’aliquota unica che sostituisce Irap, Irpef e Iva, Biggeri ha mostrato qualche perplessità sul criterio di vincolare l’accesso al nuovo regime fiscale in base a un tetto di fatturato fissato a 30.000. “Il meccanismo principale di selezione individuato dal provvedimento, basato sull’introduzione di una soglia fissa di fatturato indipendente dal settore di appartenenza e dalla struttura dei ricavi, può rappresentare un elemento di rigidità, con conseguenze sulla platea di imprese selezionata”, ha sottolineato il presidente dell’Istituto. Sono circa 650 mila le imprese che potranno beneficiare della semplificazione fiscale prevista nella Finanziaria, ovvero il 15% delle imprese attive e di un quarto degli imprenditori individuali. Il provvedimento avrà incidenze superiori nel settore delle costruzioni (28,1%) e alcuni comparti dei servizi come quelli dei professionisti dove si sale al 31,2% e dei servizi sociali alle persone con il 34,5%. Sarà il mezzogiorno “la ripartizione più interessata dal provvedimento”, spiega Biggeri, dove risulta particolarmente rilevante la presenza di imprese del commercio al dettaglio.