Roma, 12 ott – Gli studenti italiani bocciano la scuola. O almeno questo è quello che traspare dalle molte manifestazioni studentesche che oggi attraversano l’Italia per dire “no alla riforma Fioroni, agli esami di riparazione e alle punizioni più severe”. Cortei e sit-in da Aosta a Sassari, da Bolzano a Enna, da Treviso a Cosenza, da Siena a Foggia, da Milano a Roma, per un totale di circa 130 manifestazioni cui hanno partecipato 300mila studenti, 30mila dei quali erano presenti nel solo corteo romano. Gli organizzatori fanno per lo più riferimento a organizzazioni studentesche di sinistra, ma a Roma è prevista anche una manifestazione parallela di Azione studentesca (vicina ad An) mentre ad Aosta ragazzi di destra e di sinistra hanno sfilato in un unico corteo senza simboli di partito. Pittoreschi gli slogan riportati nei numerosi striscioni esposti: “Le nostre idee faranno scuola”, “Mettete Fioroni nei vostri cannoni”, “Papà mi compri il test? No ai test universitari”, “Il fiore sboccia, Fioroni boccia”, “Non cambiate l’istruzione? Noi ve famo la rivoluzione”, “Contro il governo della guerra per una scuola pubblica, laica, di massa” mentre a Potenza è stata esposta una bara nera, simbolo della “morte della scuola pubblica”. Alcuni studenti hanno inoltre indossato una maglietta con la scritta “Si sta come d’autunno, sugli alberi le foglie”. Per la carica goliardica e contestataria, molti hanno pensato ad un effetto Grillo, parlando di un “vaffa-day” in versione scolastica, ma gli organizzatori delle manifestazioni hanno smentito tale interpretazione. Unione degli studenti, Rete degli studenti, Studenti di sinistra, StudentSX e Unione degli universitari, hanno ad esempio affermato in una nota congiunta che quella di oggi “non è una giornata all’insegna dei vaffa, definizione dalla quale prendiamo le distanze in quanto fuorviante e riduttiva di una piattaforma che presenta punti di criticità sull’operato dei ministri dell’Istruzione Giuseppe Fioroni e dell’Università Fabio Mussi, ma che tenta di portare in piazza proposte costruttive in vista di un prossimo confronto”. Lo scopo della giornata di protesta sarebbe piuttosto quello di “chiedere al governo di mantenere le promesse fatte al movimento degli studenti medi e universitari. Non saremo in piazza con vaghe parole d’ordine, ma con richieste ben precise, per rendere scuola e università priorità praticate e non solo enunciate”. “Chiediamo – proseguono ancora le associazioni studentesche – una risposta chiara da parte del ministro Fioroni sul decreto riguardante l’assolvimento dei debiti formativi e richiamiamo il ministro a intervenire su un provvedimento imposto agli studenti senza la loro condivisione”. Le manifestazioni si sono svolte in modo tendenzialmente allegro e pacifico, salvo episodi di tensione isolati. A parte il traffico bloccato a Genova e Palermo, vanno registrati slogan non precisamente oxfordiani lanciati contro Letizia Moratti ed il ministro Fioroni davanti al palazzo del comune di Milano, il lancio di qualche uovo in piazza della Scala e qualche sporadico atto di vandalismo da parte di studenti ubriachi a Bolzano. Sei minorenni sono inoltre stati denunciati a Napoli per danneggiamento e per aver esposto striscioni con scritte come “Occupiamo il Vaticano” e “Impicchiamo il Papa”. Il corteo di Roma, il più imponente per numero di partecipanti, si è chiuso a piazza della Minerva, all’interno della città universitaria dove i ragazzi hanno momentaneamente occupato la scalinata del rettorato.
(Asc/Cam)