È legge il provvedimento sull’antiterrorismo e sulla proroga delle missioni internazionali, che prevede la nascita della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, eleva a reato hi atti preparatori e gli spostamenti mirati alla partecipazione ad atti di terrorismo; modifica il codice di procedura penale, il codice antimafia e il codice per la tutela della privacy, amplia l’azione dei Servizi di informazione e sicurezza, per quanto riguarda le misure contro il terrorismo internazionale. E che conferma le spese per la partecipazione italiana alle missioni internazionali in Europa (Georgia, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Albania, Cipro e Mediterraneo), Asia (Afghanistan, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Libano e anche una proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi), Africa (Libia, Mali, Corno d’Africa, Repubblica Centrafricana), contiene una spesa autorizzata di oltre 240 milioni di euro per iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. Il Senato ha dato questa mattina l’ok definitivo alla fiducia posta dal governo, con 161 sì, tra cui anche quelli di Manuela Repetti e Sandro Bondi, per la prima volta alla prova del voto dopo l’addio a Forza Italia. Il gruppo di Silvio Berlusconi invece è rimasto attestato su posizioni contrarie, “benché tradizionalmente non ha mai fatto mancare il proprio sostegno ai nostri militari impegnati nelle missioni internazionali – ha spiegato in aula Maurizio Gasparri – ma il governo ha posto impropriamente la questione di fiducia: c’erano 200 emendamenti e si poteva fare una discussione su questioni importanti. Il governo ci ha messo di fronte a un aut aut, e noi la fiducia non la votiamo anche se siamo con le Forze armate”. E a proposito di forze armate, il ddl subordina la conferma della partecipazione italiana all’operazione anti-pirateria Atalanta dell’Unione europea, alla valutazione degli sviluppi della vicenda due due marò coinvolti nell’omicidio di due pescatori indiani. Secondo Luigi Zanda, capogruppo del Partito democratico, “l’Italia è una componente rilevante della lotta al terrorismo e, per di più, è esposta essa stessa al rischio di attacchi. Per noi la scelta di introdurre nell’ordinamento strumenti normativi essenziali per rendere efficaci le azioni di contrasto corrisponde sia al dovere di difendere i cittadini, sia agli impegni politici e operativi che ci legano ai paesi aggrediti della violenza”. (Sis – 15 apr)