Da tessuto più odiato a tessuto più amato. È un bel salto di qualità quello che ha per protagonista la cellula adiposa. “Gran parte della responsabilità dell’invecchiamento di un volto dipende dalla perdita di massa grassa – afferma Mario Pelle Ceravolo, presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) -. Il tessuto adiposo va diminuendo nel tempo, il volto si svuota ed appaiono depressioni e rughe; gli occhi si incavano e diventano tristi e vecchi. Fino ad alcuni anni fa rimuovevamo pelle e grasso dalle palpebre per ringiovanirle, ora facciamo spesso il contrario e cioè togliamo solo la poca pelle in eccesso e spesso iniettiamo del grasso per rendere gli occhi più pieni, più freschi, più naturali e più giovani”. Anche i dati confermano che gli interventi di trapianto di grasso autologo (cioè della stessa persona) sono sempre più apprezzati dai pazienti: in Italia nel 2014 hanno registrato un salto in avanti del 20% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 28.500 interventi e diventando così il quarto intervento più praticato, dopo liposuzione, aumento del seno e blefaroplastica (indagine Aicpe). È questa una delle principali novità emersa a Firenze, durante il terzo congresso Aicpe, a cui hanno partecipato 260 chirurghi plastici e importanti ospiti internazionali. In particolare il turco Nazim Cerkes, vice presidente dell’associazione mondiale Isaps, ha parlato di rinoplastica sottolineando come, anche in questo intervento come nella blefaroplastica, la tendenza attuale tende a rimuovere meno, a scavare meno il dorso e creare nasi sempre più naturali e senza quelle stimmate chirurgiche che hanno caratterizzato per molti anni questo intervento. Dirk Richter, tedesco e futuro presidente Isaps, ha parlato di come trattare i devastanti effetti che spesso soffrono i pazienti obesi dopo un’importante perdita di peso: “Sono interventi di ricostruzione estetica complessi che, però, raggiungono risultati ottimali e restituiscono molte persone che si sentivano emarginate a una normale vita sociale”. (red- 17 apr)